draghi: riforme strutturali "improcastinabili"
Piazza Affari ritrova il sorriso, Btp in recupero
Buoni dati macro riportano acquisti in particolare sui bancari, mentre il successo dell'asta a medio termine di Madrid favorisce un calo di rendimenti e spread per i titoli italiani
Piazza Affari riesce finalmente a centrare un rimbalzo, grazie anche a un flusso di dati macroeconomici positivi di cui hanno beneficiato anche i principali listini europei e la stessa Wall Street, con l’indice Ftse Italia All-Share che a fine giornata si riporta sui 15.347,83 punti (+1,04%), mentre l’Ftse Mib chiude a quota 14.627,69 (+1,37%) e l’Ftse Italia Star termina in area 9.170,04 (+0,24%).
In parallelo il successo di Madrid, che stamane ha collocato altri 6 miliardi di euro di Bonos con scadenze tra il 2016 e il 2021 (contro una forchetta indicativa di soli 2,5-3,5 miliardi), con un calo dei tassi superiori alle attese, ha fatto bene anche la curva dei tassi italiani.
Così a fine seduta il Btp a 2 anni ha visto il rendimento calare al 5,54% (dal 6,07% di ieri sera), mentre quello sul Btp a 3 anni è tornato al 5,79% (dal 6,31%), quello del Btp a 5 anni è stato fissato al 6,38% (dal 6,81%) e quello a 10 anni è ridisceso sul 6,57% (dal 6,79%). Bene anche lo spread dei Btp rispetto ai Bund a 10 anni, che ha chiuso la giornata sui 462 punti base (4,62%) rispetto ai 487 punti base della chiusura precedente.
Nel giorno in cui le dichiarazioni di Mario Draghi (secondo cui ristabilire la fiducia può consentire una minore contrazione economica a breve termine mentre a medio termine sono necessarie riforme strutturali “troppo a lungo procrastinate”) sono da alcuni interpretate come conferma indiretta della volontà della Bce di varare nuove regole in tema di capitalizzazione delle banche per evitare che un “deleverage aggressivo” si traduca in una stretta del credito che porti ad una recessione più ampia delle previsioni, a Milano si notano corposi recuperi proprio per titoli bancari come Bpm, Mps, Intesa Sanpaolo, Bper e Banco Popolare, mentre chiudono ancora in rosso Fondiaria-Sai, Mediaset, Exor, Parmalat e Finmeccanica.
Tra gli altri titoli bene l’Eni, che avrebbe ormai riattivato al 70% le proprie attività in Libia mentre Mediaset perde terreno incassando un downgrade da parte di Goldman Sachs (che invece migliora il giudizio su Prysmian da “neutral” a “buy”, fatto che favorisce il rialzo del titolo).


