safilo si mette in luce, bpm ancora in deciso calo
Piazza Affari si rasserena, dai Btp segnali incoraggianti
Effetto Fmi e via libera al governo Monti: per i mercati basta a interrompere le vendite e consentire un primo recupero dei bond italiani rispetto a quelli spagnoli
Ai mercati poco importa di poteri forti e conflitti d’interessi veri o presunti, quanto della fiducia che i debiti vengano onorati: così una seduta partita in calo in tutta Europa migliora nel corso della giornata grazie al diffondersi di attese per un maggiore coinvolgimento dell’Fmi nella gestione della crisi del debito sovrano europeo, nonché per il via libera al governo Monti giunto anche da parte della Camera dei Deputati (556 voti favorevoli, 61 contrari) dopo la fiducia accordata già dal Senato. Grecia e Italia hanno dunque due nuovi esecutivi che lavoreranno per onorare gli impegni presi con l’Ue e i mercati e questo agli investitori piace, tanto più che dagli Usa giungono segnali rassicuranti sulla tenuta dell’economia a stelle e strisce.
A fine giornata, nonostante qualche presa di profitto sul finale, l’indice Ftse Italia All-Share risale così a 16.004,36 punti (+0,14%), mentre l’Ftse Mib chiude a quota 15.232,56 (+0,23%) e l’Ftse Italia Star scivola in area 9.497,45 (-0,23%).
Tra le blue chip italiane corrono Ubi Banca, Campari, Bper, Intesa Sanpaolo e Buzzi Unicem, mentre perdono ulteriormente quota Bpm, all’ultimo giorno di un aumento di capitale nato sotto una pessima stella, Mediobanca, Fiat, Finmeccanica e Luxottica. Sui titoli bancari restano comunque puntati i fari di analisti e investitori, con Morgan Stanley che sottolinea come una frenata dell’economia italiana (che secondo gli esperti americani potrebbe vedere il Pil calare dell’1% nel 2012) potrebbe pesantemente incidere sugli utili degli istituti, specie i più piccoli, unitamente ad un incremento del costo del finanziamento e agli effetti del deleveraging che già si preannuncia per molti istituti.
Tra gli altri spunti operativi bene Safilo (+6,45%) dopo l’intesa per acquisire Polaroid Eyewear per un corrispettivo di 87,5 milioni di dollari ed Eni (+0,70%), che sarebbe intenzionata a cedere il suo 33,34% di Galp Energia. In rosso infine Telecom Italia (-1,62%) dopo la decisione dell’Autorità per le telecomunicazione di anticipare il taglio delle tariffe della terminazione mobile (il cui impatto sui conti del gruppo è tuttavia giudicato trascurabile dagli analisti).
Ma forse i segnali più chiari di una prima sia pure labile riacquistata fiducia da parte dei mercati viene dai mercati obbligazionari. Se lo spread tra Btp e Bund a 10 anni chiude a 468 punti base (dai 494 punti base di ieri), col rendimento del decennale italiano al 6,64% (dal 6,84% di ieri), quello tra titoli spagnoli e tedeschi viene fissato a 479 punti base. Dopo quasi tre mesi lo spread tra Btp e Bonos si inverte nuovamente a vantaggio dei titoli italiani (che stasera pagano 11 punti base di sovra rendimento meno di quelli spagnoli rispetto al “porto sicuro” rappresentato dai decennali di Frau Merkel).
In vista dei 280 miliardi di titoli in scadenza nei prossimi sei mesi è il segnale che molti si attendevano come viatico per il nuovo esecutivo italiano, sperando che nelle prossime settimane Germania e Francia trovino finalmente un punto d’accordo per sbloccare il pericoloso stallo emerso negli ultimi giorni sulla gestione di una crisi ormai “sistemica”.


