Si spera per l’oil del Nord Africa
Il Paese siede su 47 miliardi di barili di petrolio ed è il nono al mondo per scorte. Cosa succederà ora?
La Libia siede su 47 miliardi di barili di petrolio. Il nono paese al mondo per scorte accertate. Prima dello scoppio della guerra civile la Libia produceva circa 1.600.000 barili di petrolio al giorno. Mesi dopo l’inizio delle ostilità la produzione giornaliera si era praticamente interrotta facendo crollare le entrate finanziarie vitali per l’economia generale del paese. Ora il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) ha premura di far ripartire le pompe estrattive e promette di riportare il paese ad una produzione giornalieria di 500-600.000 barili al giorno entro la fine dell’anno o nel primo trimestre del 2012.
Attualmente la produzione è ferma a 400.000 barili/giorno molti dei quali vengono utilizzati per il consumo domestico. Ulteriori 130.000 barili sono ora disponibili e dovrebbero presto diventare 230.000 non appena l’impianto di Zawiyah entrerà in funzione. Altri pozzi (pronti all’uso) sono quelli concentrati nell’area di Sirte. In questo caso però da 6 mesi manca acqua o gas naturale da inettare nei pozzi e necessaria a mantenere la giusta pressione perché il greggio venga in superficie. Solo nel momento in cui le aziende estrattvie torneranno sul posto, si potrà avere un’idea dello stato di salute dei singoli campi e i lavori di ripristino necessari.
A Milano gli investitori dispongono di diversi strumenti per andare “lunghi” sul greggio. Si parte dall’Etfs Crude Oil della Etfs Commodity Securities che negli ultimi 6 mesi ha perso il 18,5% del suo valore mentre a 12 mesi il saldo è negativo del 3,17 percento. Altro prodotto è il Lyxor Etn Oil. L’etc ha leva uno ed è sponsorizzato dall’omonima casa prodotto francese. Dall’inizio dell’anno il tracker è negativo del 9,84% mentre a un mese il rendimento è positivo del 6,03 per cento.


