banche in netta lettera, male anche fiat, finmeccanica e l'energia
Lunedì nero a Piazza Affari, Bpm -7%
Peggio di così la settimana era difficile che potesse aprirsi: la Cina vede un rallentamento dell'economia mondiale, la Francia può perdere la tripla A, Usa in alto mare sul budget
Il probabile fallimento delle trattative bipartisan per un taglio del budget da parte del Congresso statunitense, il possibile downgrade del rating sovrano francese e l’allarme giunto dalla Cina circa la possibile recessione che il mondo pare avviato nuovamente a dover affrontare fanno sprofondare in rosso i listini europei, su cui continua a pesare il no tedesco a ogni ipotesi di accordo su un ruolo di prestatore di ultima istanza da parte della Bce.
Così a fine giornata a Milano l’indice Ftse Italia All-Share cala a 15.309,94 punti (-4,34%), mentre l’Ftse Mib crolla a quota 14.509,94 (-4,74%) e l’Ftse Italia Star termina in area 9.251,11 (-2.59%). Dal canto suo il rendimento sul Btp decennale resta al 6,65% (dal 6,64% di venerdì sera) dopo aver toccato quota 6,75% in giornata, mentre lo spread col Bund tedesco si riallarga a 475 punti base (dai 468 punti base di venerdì e dopo un massimo a 487 punti intraday) superando nuovamente quello dei Bonos spagnoli (oggi a 465 punti base, contro i 479 della vigilia, dopo un minimo a quota 442 punti base in mattinata).
Tra le singole blue chip italiane solo Campari si salva dal rosso restando appena sopra i valori di venerdì grazie alla sua natura di titolo difensivo, mentre sono pesanti i cali accusati da Lottomatica, Bper, Exor, Fiat (nonostante le rassicurazioni di Sergio Marchionne riguardo il target di vendite per Fiat-Chrysler, 4,2 milioni di vetture entro fine anno destinate a salire a 6 milioni circa nel 2014) e Bpm (che venerdì ha chiuso l’aumento di capitale da 800 milioni di euro con un inoptato attorno al 18%, che comunque non cambierà il valore dell’operazione per la banca dato che l’operazione era assistita da un consorzio di garanzia), tutti tra gli 8 e i 6 punti di perdita abbondanti.
Tra gli altri titoli in calo tutto il settore bancario, da Intesa Sanpaolo a Mps, da Ubi Banca a Banco Popolare, sino a UniCredit; pesante anche Finmeccanica dopo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sull’Enav (che per gli analisti di Intermonte potrebbero portare il presidente Pier Francesco Guarguaglini a dare le dimissioni) e negativi pure Eni ed Enel.


