Spread a livelli record, anche la Francia nel mirino della speculazione
Il differenziale di rendimento tra i titoli decennali francesi e tedeschi ha scalato la vetta dei 200 punti base toccando quota 203, mentre la forbice Madrid-Berlino si è allargata fino a 499 punti
E’ il turno della Francia a entrare mirino della speculazione internazionale, mentre la Spagna sembra imboccare la stessa strada della Grecia, ossia quella del salvataggio internazionale, dopo che ieri gli spread dei due Paesi con il bund tedesco hanno raggiunto record storici dalla nascita dell'euro, sulla scia delle rispettive aste di titoli di Stato.
Il differenziale di rendimento tra i titoli decennali francesi e tedeschi ha scalato la vetta dei 200 punti base toccando quota 203, mentre la forbice Madrid-Berlino si è allargata fino a 499 punti, con un rendimento dei bonus volato al 6,975%. Secondo quanto riporta la stampa iberica, a tre giorni dalle elezioni politiche che si terranno domenica, la Spagna è entrata “in zona salvataggio”.
Quanto alla Francia, Parigi è riuscita a collocare quasi il massimo importo programmato di 7 miliardi di euro nell'asta di titoli a breve e medio termine (6,976 miliardi), ma per i bond a 5 anni il rendimento medio è salito al 2,82% dal 2,31% del 20 ottobre scorso. Per i bond in scadenza nel 2013 (950 milioni) il rendimento è stato invece pari all'1,85%, e per quelli al 2015 (1,069 miliardi) del 2,44%.
Colpita dalla crisi dei debiti sovrani, la Francia potrebbe quindi vedersi strappata la sua tripla A dalle agenzie di rating nei prossimi mesi, osserva un articolo dell’agenzia di stampa Ansa. Tornando ll'asta di titoli decennali della Spagna, il rendimento è schizzato ai massimi dal 1997 al 6,975% dal 5,433% dell'ultima asta, mentre la domanda è calata (collocati 3,56 miliardi di euro contro i 4 miliardi previsti). Di conseguenza tutte le principali Borse del Vecchio Continente hanno archiviato la seduta in profondo rosso per l'ennesima volta.
Londra ha lasciato sul terreno l'1,56%, Francoforte l'1,07%, Parigi l'1,78%, Zurigo lo 0,72%. Secondo molti analisti, per fermare il contagio della crisi in Eurolandia è necessario un intervento massiccio della Banca Centrale Europea sui titoli di Stato di tutti i Paesi a rischio, oltre a Spagna e Italia, dunque un'azione di quantitative easing, come stanno facendo la Federal Reserve negli Stati Uniti e la Bank of England in Gran Bretagna.
Ma su questo nodo l'asse franco-tedesco sembra si sia spezzato: preoccupata per il balzo dei rendimenti, Parigi sta spingendo affinché l'Eurotower si trasformi in un compratore di ultima istanza, mentre Berlino si oppone con fermezza.


