bank of america transa su countrywide financials
Una giornata ricca di spunti operativi a Wall Street
Non deve trarre in inganno il fatto che gli indici siano rimasti vicini ai livelli della vigilia, la seduta ha visto il riemergere di molti rumors tra cui quelli su Yahoo! e Research In Motion
Giornata complessa a Wall Street che prima parte in rosso per i dubbi suscitati dall’ammontare record di liquidità a tre anni all’1% fornita dalla Bce alle banche europee stamane (489 miliardi contro i circa 250 miliardi attesi) poi recupera, infine di nuovo resta incerta all’annuncio del probabile downgrade da parte di Fitch del rating sovrano Usa entro il 2013 se non si troverà l’intesa per sostanziali tagli al deficit pubblico. Così a fine giornata l’indice Dow Jones resta a +0,03%, mentre l’S&P500 segna +0,19%, il Nasdaq chiude in rosso dello 0,99% (semiconduttori: -1,19%) e le small cap del Russell 2000 recuperano lo 0,30%.
Tra i singoli titoli si mettono in luce Cintas, Yahoo!, Tenet Healthcare, Constallation Brands e Tesoro, mentre perdono quota Oracle, Citrix Systems, F5 Networks, Cognizant Technologies e Carmax. Bene anche Research in Motion sulla scorta di un articolo del Wall Street Journal secondo cui Microsoft starebbe valutando l’ipotesi di rilevare il produttore del BlackBerry che sembra piacere anche ad Amazon.com, ipotesi che alcuni analisti bollano come semplici tentativi di smuovere le acque attorno al titolo da parte di qualche banker. In rialzo di poco più di un punto anche Bank of America, che ha raggiunto un’intesa col Dipartimento di Giustizia americano per chiudere la causa legata alle pratiche commerciali non corrette all’atto della concessione di mutui da parte della controllata Countrywide Financial in cambio del pagamento di 335 milioni di dollari.
Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento del decennale risalire all’1,97% (dall’1,92% di ieri), mentre il trentennale risale sul 3% (dal 2,92%). L’oro si conferma sui 1617,30 dollari l’oncia (restando sugli stessi livelli della vigilia), mentre l’argento scivola a 29,36 dollari (giusto 15 centesimi meno di ieri) e il petrolio risale a 98,96 dollari al barile, 1,44 dollari sopra l’ultima chiusura.


