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scintille tra google e verizon

Wall Street apprezza Geithner ma teme S&P's

creato da Luca Spoldi ultima modifica 06/12/2011 23:51

La notizia che gli Usa appoggiano il piano Merkel-Sarkozy per rafforzare la cooperazione economica in Europa controbilancia il rischio che l'agenzia tagli il rating dell'Efsf

Mentre Standard & Poor’s prosegue nei suoi “warning” preannunciando la possibilità che non solo 15 paesi di Eurolandia vedano ridotti i loro rating sovrani ma anche l’Efsf, il fondo “salva stati” europeo, perda la sua “tripla A”, Timothy Geithenr, Segretario al Tesoro americano, annuncia il suo appoggio al piano Merkel-Sarkozy per una più stretta cooperazione economica e fiscale europea che possa porre un freno alla crisi del debito sovrano.

La notizia sembra almeno in parte convincere Wall Street che così torna a recuperare terreno dopo un avvio alquanto prudente e chiude con l’indice Dow Jones a +0,43%, mentre l’S&P500 resta a +0,11%, il Nasdaq cede lo 0,23% (semiconduttori: -0,19%) mentre le small cap del Russell 2000 sono stabili (-0,03%). 

Tra i singoli titoli si mettono in luce MetroPcs Communications, Federated Investors, CF Industries Holdings, Novellus Systems ed Eli Illy, mentre perdono terreno Darden Restaurants, Suntrust Banks, Tesoro, First Horizon National e Halliburton. Gli occhi sono tuttavia puntati su Google e Verizon dopo che quest’ultima ha deciso di bloccare la possibilità per i suoi sottoscrittori di installare la nuova app per pagamenti (già disponibile per smartphone Samsung Nexus S) creata dagli uomini del colosso dei motori di ricerca, che con Android è sempre più interessato al mondo mobile. Verizon del resto lo scorso anno si era consorziata con At&t, T-Mobile, Discover e Barclays dando vita a una società specializzata nei pagamenti elettronici tramite dispositivi mobili chiamata Isis che offre sostanzialmente lo stesso servizio.

Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento del decennale rimbalzare al 2,08% (dal 2,03% di ieri), mentre il trentennale è indicato sul 3,09% (dal 3,01%). L’oro chiude a 1732 dollari l’oncia (5,3 dollari in più dell’ultima chiusura) dopo un avvio in calo di oltre 16 dollari l’oncia, mentre l’argento risale a 32,88 dollari (88 centesimi di guadagno), oltre un dollaro sopra i minimi giornalieri, e il petrolio viene indicato a 100,92 dollari al barile (13 centesimi sopra i livelli di ieri). 

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