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oggi si fa vedere micron technology, in rosso halliburton

Wall Street di getta alle spalle anche la crisi europea

creato da Luca Spoldi ultima modifica 08/12/2011 00:30

Da inizio anno il listino americano è pressochè rimasto stabile, mentre il resto delle borse mondiali è in calo tra i 6 e i 18 punti percentuali a seconda dell'area geografica

Il timore che la Germania non intenda cedere di un millimetro e dunque si risolva in un nulla di fatto anche il prossimo eurovertice a Bruxelles impensierisce inizialmente Wall Street, che però riesce poi a recuperare terreno tanto che a fine seduta il Dow Jones segna +0,38%, mentre l’S&P500 chiude a +0,20%, il Nasdaq è stabile (-0,1% coi semiconduttori a +1,18%) mentre le small cap del Russell 2000 perdono appena lo 0,09%, recuperando oltre un punto dai minimi di giornata.

Facendo un raffronto tra i principali mercati azionari emerge peraltro sempre di più un sostanziale “decupling” tra Wall Street, dove gli indici maggiori perdono meno del’1% rispetto a inizio anno, l’Europa (dove a parte Londra che cede “solo” il 6%, borse come Francoforte o Parigi hanno già lasciato sul terreno oltre il 15% a testa), l’Asia dove al calo del 15% di Tokyo, in parte imputabile agli effetti del terremoto dello scorso marzo, fa da contraltare un calo del 17% di Shanghai, sui timori di una frenata della crescita, che porta altri mercati come l’indiano Mumbai o la Bovespa brasiliana a perdere tra i 16 e i 18 punti circa.

Così alla fine gli investitori americani non possono lamentarsi ed anzi oggi sorridono decisamente se hanno scommesso su titoli come Micron Technology (in salita del 7% abbondante), Saic, Netflix, Gannett o Morgan Stanley, tutti tra il 4,5% e il 6,5% di rialzo. In rosso tra i 6 e i 4 punti finiscono invece titoli come Juniper Networs, Halliburton (già ieri sottotono), Cabot Oil and Gas, MetroPcs Communications o Barker Hughues.

Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento del decennale scivolare nuovamente al 2,03% (dal 2,08% di ieri), mentre il trentennale termina sul 3,06% (dal 3,09%). L’oro si porta a 1746 dollari l’oncia (14 dollari in più dell’ultima chiusura), mentre l’argento scivola a 32,59 dollari (29 centesimi di calo) e il petrolio viene fissato a 100,65 dollari al barile (appena 27 centesimi sotto i livelli di ieri). 

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