spunti positivi tra i tecnologici, in rosso banche e distribuzione
Wall Street finisce la benzina a metà seduta
Indici in modesto calo per il riaffiorare della consapevolezza che la crisi del debito che pesa da mesi sui listini non si risolve con la leva della liquidità ma con crescita e fiducia
Giornata all’insegna della prudenza a Wall Street, complice anche qualche dato macroeconomico per una volta meno brillante del previsto. Così a fine giornata l’indice Dow Jones storna dello 0,21%, l’S&P500 cede lo 0,19%, il Nasdaq resiste invece a +0,22% (semiconduttori: +0,53%) mentre le small cap del Russell 2000 perdono lo 0,90%.
Tra i singoli titoli tornano a perdere terreno le banche, anche perché tra gli investitori vi è la piena consapevolezza ormai che offrire liquidità a piene mani come fanno le banche centrali di tutto il mondo non è risolutivo per la crisi del debito che attualmente pesa sui mercati, essendo questa legata alla mancanza di fiducia e di prospettive di crescita dei debitori. A questo si aggiungono oggi alcune prese di profitto sul comparto della grande distribuzione che a inizio settimana aveva beneficiato dei buoni dati di vendita del weekend del Thanksgiving, così se tra i migliori troviamo titoli come CF Industries Holdings, Neftlix, Nordstrom, Gannet e Ross Stores, in rosso finiscono nomi come Kohl’s, Sears Holdings, Viacom, AK Steel Holding o Cabot Oil.
Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento del decennale risalire al 2,09% (dal 2,08% precedente), mentre il trentennale si riporta sul 3,09% (dal 3,06%), in entrambi i casi recuperando però rispetto alla prima parte della giornata.
L’oro resta a 1748,80 dollari l’oncia (appena 70 centesimi meno dell’ultima chiusura) azzerando il guadagno iniziale, mentre l’argento finisce a 32,82 dollari (5 centesimi di perdita dopo aver segnato anche mezzo dollaro di guadagno) e il petrolio si ferma a 99,99 dollari al barile (24 centesimi meno di ieri sera), anche in questo caso invertendo la rotta rispetto a una partenza positiva.


