fa paura l'estendersi della crisi del debito
Wall Street giù, Boeing in rosso nonostante maxi ordine
Il produttore aeronautico statunitense siglerà domani un contratto con l'indonesiana Lion Air da 22 miliardi di dollari, ma il titolo chiude in calo di mezzo punto
Wall Street resta ostaggio dei timori legati all’esposizione alla crisi del debito sovrano europeo dei maggiori gruppi finanziari, evidenziata ieri da Fitch Ratings in almeno 50 miliardi di dollari. Così nonostante qualche altro discreto dato macro a fine giornata l’indice Dow Jones segna -1,13%, mentre l’S&P500 cede l’1,68%, il Nasdaq perde l’1,96% (semiconduttori: -3,99%) e le small cap del Russell 2000 chiudono in rosso dell’1,52%, movimenti che secondo alcuni operatori sono amplificati dall’avvicinarsi delle scadenze tecniche, previste per domani.
Tra le blue chip perde terreno Sears, la cui trimestrale si chiude in rosso di 421 milioni di dollari e con vendite su base omogenea in calo dello 0,7%, numeri che deludono le attese del mercato.Brutta trimestrale e titolo in calo anche per NetApp, mentre poco sotto i valori della vigilia termina Delphi Automotive, che colloca 24 milioni di titoli a 22 dollari l’uno ed Angie’s List debutta sul listino con un balzo del 27% rispetto al prezzo di collocamento.
Gli umori degli investitori sono talmente depressi che a Boeing non basta preannunciare un mega ordine da 22 miliardi di dollari a prezzi di listino da parte dell’indonensiana Lion Air (ordine che sarà siglato venerdì e che riguarderà l’acquisto di 29 B737-900 e ben 201 esemplari del nuovo B737 MAX, con un’opzione per altri 150 esemplari) per evitare una modesta perdita, nell’ordine del mezzo punto percentuale.
Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento sul decennale calare all’1,96% (dal 2% di ieri) sospinti dall’afflusso di liquidità in fuga verso quello che viene percepito un porto sicuro, mentre il rendimento sul trentennale ridiscende al 2,98% (dal 3,03% della vigilia). L’oro si riporta a 1.722 dollari l’oncia (altri 39,8 dollari di perdita), l’argento cala a 31,70 dollari l’oncia (1,97 centesimi peggio di ieri) e il petrolio ridiscende a 98,72 dollari (2,92 dollari sotto i livelli della vigilia).


