calano azioni e oro, bene petrolio e t-bond
Wall Street in calo dopo conferma politica monetaria Fed
Il mercato fino all'ultimo ha sperato in qualche annuncio di nuove misure distensive come un ulteriore quantitative easing. Invece Bernanke ha lasciato tutto come stava
Nessuna sorpresa da parte della Federal Reserve che al termine del Fomc annuncia che l’espansione economica prosegue negli States a ritmi “moderati” e che non vi sono dunque motivi per modificare la politica monetaria in essere.
Il mercato si attendeva in realtà qualche indicazione della possibilità di ulteriori quantitative easing e e così la reazione di Wall Street è negativa con prese di profitto che scattano al termine di una giornata altalenante che aveva visto segnali contrastanti tanto dall’Europa quanto sul fronte macroeconomico interno. Il Dow Jones cede così lo 0,55%, mentre l’S&P500 segna -0,87%, il Nasdaq perde l’1,26% (semiconduttori: -2,36% ancora con Intel in calo) e le small cap del Russell 2000 cedono il 2,06% (oltre tre punti sotto i massimi di inizio giornata).
Tra i singoli titoli si mettono comunque in luce Urban Outfitters, NetApp, MetroPcs Communications, Pfizer e NiSource, mentre per Best Buy la seduta chiude con un tonfo a doppia cifra (-15%), il risultato su base giornaliera peggiore dal 2002 per il maggior distributore di elettronica da consumo al mondo, a causa di un calo dei profitti più accentuato delle attese nell’ultime trimestrale diffusa in giornata. In deciso rosso anche Harman International, Memc Electronic Materials, Goodyear Tyre e AK Steel Holding. Boeing, che annuncia una commessa da 19 miliardi di dollari a prezzi di listino (cui verrà sicuramente applicato un forte sconto) da Southwest Airlines per l'acquisto di 208 B737, resta invece sui livelli della vigilia.
Dal canto loro i T-bond dopo un calo iniziale vedono riaffiorare acquisti tanto che il rendimento del decennale scivola all’1,96% (dal 2,01% di ieri), mentre il trentennale chiude sul 3% (dal 3,05%). L’oro cala a 1635.40 dollari l’oncia (34,7 dollari meno di ieri), mentre l’argento torna a 30,78 dollari (59 centesimi di perdita) e il petrolio sale a 99,96 dollari al barile, circa 2 dollari più di ieri nonostante il taglio delle stime Iea relative alla domanda mondiale di petrolio per quest’anno e il prossimo.


