schizzano le quotazioni dei t-bond
Wall Street indietro tutta, si salva solo Pfizer
Bancari ancora in affanno a causa dei timori legati alla crisi del debito europeo, mentre le trimestrali affondano Baker Hughes e MetroPcs
Ancora una giornata pesante per New York che teme i riflessi della crisi del debito sovrano europeo e vede l’indice Dow Jones chiudere in calo di un altro 2,48% e l’S&P500 a -2,79%. Male anche il Nasdaq che cede il 2,89% (semiconduttori: -3,22%) mentre le small cap del Russell 2000 cedono il 3,67%. Nessun aiuto viene del resto dai dati macro, con l’Ism manifatturiero apparso in ottobre pari a 50,8, dunque segnalando un’espansione anemica, in ulteriore rallentamento rispetto a settembre, mentre le spese per le costruzioni segnano a settembre un ancor più contenuto +0,2% (dopo il +1,6% di agosto), contro attese pari a +0,3%.
Come ieri anche oggi i più colpiti dalle vendite sono stati i titoli del settore bancario con Morgan Stanley e Citigroup in calo di circa l’8% mentre Bank of America, Jp Morgan Chase e Goldman Sachs hanno tutte perso oltre il 5% a testa. Una trimestrale migliore delle attese fa invece risalire le quotazioni di Pfizer, così come dati più deboli del previsto fanno scattare vendite su Baker Hughes e MetroPcs.
Dal canto loro i T-bond vedono un ulteriore afflusso di liquidità in cerca di un parcheggio sicuro, col rendimento del decennale che cala all’1,98% (dal 2,11% di ieri) e quello del trentennale sul 2,99% (dal 3,13%). L’oro chiude a 1720,60 dollari l’oncia (4,5 dollari sopra l’ultima chiusura) e l’argento a 33,37 dollari (90 centesimi di perdita), mentre il petrolio viene fissato a 91,46 dollari al barile (1,09 dollari meno di ieri).


