in luce i titoli delle materie prime e acciaio
Wall Street, migliore chiusura quotidiana dal marzo 2009
In allungo anche il petrolio, che chiude sopra i 100 dollari al barile, mentre perdono terreno i T-bond
Alcuni buoni dati macro e soprattutto gli annunci della nuova manovra coordinata delle banche centrali di mezzo mondo per garantire liquidità ai mercati mettono di buon umore Wall Street, che così ignora la raffica di downgrade decisi ieri da Standard & Poor’s nei confronti di oltre una ventina di grandi banche americane e mondiali e torna a correre segnando il maggior guadagno giornaliero dal marzo del 2009. A fine giornata infatti l’indice Dow Jones segna +4,24%, mentre l’S&P500 guadagna il 4,33%, il Nasdaq rimbalza del 4,17% (semiconduttori: +5,87%) e le small cap del Russell 2000 chiudono in rialzo del 5,94%.
Tra i titoli tornano a mettersi in luce quelli legati alle materie prime oltre ai finanziari, da United States Steel ad Alpha Natural Resources, da Regions Financial a Peabody Energy o AK Steel Holdings, tutti in crescita tra i 13 e i 15 punti percentuali a testa. Male invece Netflix, Watson Pharmaceutical, Best Buy, CF Industries Holdings e Lowes Companies.
Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento del decennale risalire al 2,08% (dal 2% precedente), mentre il trentennale si riporta sul 3,06% (dal 2,97%). L’oro risale a 1749,50 dollari l’oncia (28,9 dollari più dell’ultima chiusura) mentre l’argento rimbalza a 32,87 dollari (87 centesimi di recupero) e il petrolio chiude a 100,23 dollari al barile (29 centesimi più di ieri sera) dopo aver superato in giornata i 101 dollari al barile.


