abercrombie & Fitch paga cara la trimestrale
Wall Street teme un contagio dalla crisi del debito europea
Penalizzate le grandi banche come Morgan Stanley e Goldman Sachs, mentre il caro petrolio fa bene a Baker Hughes ma spaventa i gruppi attivi nella raffinazione
Nuova giornata negativa per Wall Street, complici sia i timori espressi dalla Bank of England, che teme una possibile recessione e ha dubbi sulla solvibilità di alcuni paesi europei, sia le parole di Fitch Ratings, secondo cui l’ulteriore estendersi del contagio della crisi del debito europeo mette a rischio la solidità delle stesse banche Usa, mentre il nuovo rialzo del petrolio, tornato sopra i 100 dollari al barile, mette a rischio la solidità della ripresa americana.
Così nonostante altri dati macro migliori delle attese, a fine giornata l’indice Dow Jones segna -1,58%, mentre l’S&P500 cede l’1,66%, il Nasdaq perde l’1,73% (semiconduttori: -0,59%) e le small cap del Russell 2000 chiudono in calo dell’1,78%.
Dal canto loro tra le blue chip si mettono in luce Western Digital (che secondo alcuni rumors potrebbe ottenere via libera dall’Antitrust Ue all’acquisto di Hitachi), Autodesk, sostenuto da una buona trimestrale, Micron Technology, che vince una causa una causa aperta contro di lei presso l’Antitrust Usa da Rambus, Tyco International (grazie a utili superiori alle attese) e Baker Hughes, azienda attiva nella fornitura di servizi per il settore petrolifero che beneficia del rialzo dei prezzi del greggio.
In rosso si nota invece Abercrombie & Fitch, la cui trimestrale delude le attese in particolare per quanto riguarda l’andamento dei margini e che viene pure citata per danni per 4 milioni di dollari da uno dei protagonisti del reality americano Jersey Shore, a suo tempo pregato dalla compagnia di non utilizzare più i propri abiti in trasmissione per la cattiva immagine che rischiava di dare alla società.
Negativi anche Marathon Petroleum (gruppo attivo nella raffinazione petrolifera che soffre il restringimento del differenziale di prezzo tra il petrolio Brent e il Wti americano), Tesoro, Valero Energy (per motivi analoghi a Marathon Petroleum) e Morgan Stanley, con Goldman Sachs la più penalizzata tra i titoli delle grandi banche Usa.
Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento sul decennale scivolare al 2,00% (dal 2,05% di ieri), mentre quello sul trentennale ridiscende al 3,03% (dal 3,08% degli ultimi due giorni). L’oro viene fissato a 1.761,8 dollari l’oncia (21,3 dollari di perdita dall’ultima chiusura), l’argento cala a 33,67 dollari l’oncia (89 centesimi peggio di ieri) al contrario del petrolio che si riporta a 101,64 dollari (2,22 dollari sopra i livelli della vigilia).


