Crisi, la Slovacchia dice "no" al rafforzamento del fondo salva-stati
La decisione - comunicata dopo la chiusura dei mercati – che mette a rischio l' intero progetto di soccorso finanziario ai paesi dell' Eurozona e aggrava la crisi del debito...
La Slovacchia dice “no” al rafforzamento del fondo salva-Stati europeo bocciando la proposta avanzata dall'esecutivo di centro-destra e sfiduciando il governo guidato dal premier Iveta Radicova. Una decisione - comunicata dal Parlamento slovacco ieri dopo la chiusura dei mercati – che mette a rischio l' intero progetto di soccorso finanziario ai paesi dell' Eurozona e aggrava la crisi del debito.
La conclusione era apparsa già chiara nel dibattito del pomeriggio e il voto l'ha confermata: dei 124 deputati presenti hanno votato contro 9 deputati, 55 hanno votato a favore, ma 60 deputati si sono astenuti. Dopo il voto positivo di Malta, la Slovacchia era l'ultimo paese dei 17 a procedere al voto sul fondo ed è ora l' unico paese a non averlo ratificato.
Di fatto il verdetto negativo potrebbe avere solo un effetto di rallentamento per l'estensione del fondo Efsf, perchè una nuova votazione potrebbe tenersi già la prossima settimana. Con il voto negativo del Parlamento unicamerale è caduto anche il governo quadripartita di centro destra, formato dall' Unione slovacca dei cristiani democratici (Sdku), Libertà e Solidarietà (Sas), Movimento dei cristiani democratici (Kdh), e dal partito della minoranza magiara Most-Hid.
Una delle prime decisioni del governo della Radicova era un no al prestito alla Grecia e un si preliminare alla creazione del fondo salva-Stati, al quale allora la Slovacchia avrebbe dovuto contribuire con 4,37 miliardi di euro. A riforma avvenuta il contributo slovacco è salito a 7,7 miliardi di euro (circa il 10% del Pil), cosa ritenuta inammissibile dai liberali del Sas. Di fatto, il Paese con un esborso di questa entità rischia di indebitarsi a sua volta.
A dirlo è stato anche il leader del Sas Richard Sulik. Ha sostenuto che la Slovacchia è troppo povera per pagare gli errori degli altri paesi più ricchi. Per questo aveva chiesto che la Slovacchia fosse dispensata dall' obbligo di pagare il suo contributo all'Efsf, che avesse il diritto di veto sui futuri stanziamenti dell' Efsf e che si potesse disimpegnare dal Meccanismo europeo di stabilità permanente (Esm).


