più trasparenza dall'etichetta ai costi
ETF, è tempo di nuove regole
BlackRock e iShares avanzano cinque proposte per migliorare la regolamentazione di questi strumenti favorendone una maggiore comprensione
BlackRock e iShares (piattaforma della stessa BlackRock leader mondiale negli ETF), hanno proposto una serie di riforme normative e raccomandazioni per una migliore informativa e trasparenza relative al mercato degli ETF. Lo annuncia una nota societaria ricordando come alcuni critici si siano chiesti “se la vigente normativa garantisca agli investitori un elevato livello di comprensione in merito alle caratteristiche dei prodotti che stanno acquistando, apprezzando, nel contempo, i rischi e i costi ad essi connessi”. L’industria, secondo la nota, “ha molto lavoro da fare per affrontare queste critiche, compreso lo sviluppo di nuove regole in tema di trasparenza e di orientamento nei rapidi cambiamenti del mercato”.
Tra le proposte avanzate da BlackRock e iShares, vi è anzitutto quella di una etichettatura chiara della struttura del prodotto e obiettivi di investimento, perché ormai il termine “ETF” ha assunto una valenza generica, utilizzata per connotare prodotti che presentano un’ampia gamma di differenti strutture, generando confusione tra gli investitori. Poi si suggerisce di giungere ad una divulgazione “frequente e tempestiva” di tutte le partecipazioni ed esposizioni del fondo, semmai obbligando gli emittenti dei vari prodotti a comunicare in modo chiaro ciò che il prodotto contiene, unitamente ad ogni altra esposizione finanziaria connessa.
Oltre alla divulgazione, occorre poi stabilire delle norme relative all’esposizione alla controparte e alla qualità delle garanzie fornita dalle controparti (in particolare focalizzandosi sulle “best practice” in tema di contratti swap e di prestito titoli).
Gli investitori devono poi poter avere una completa visibilità su tutti i costi e i ricavi associati a un fondo, in modo da poter stabilire in modo chiaro il costo totale di un ETF, non solo sui costi di gestione (solitamente indicati come total expense ratio o TER). Occorre dunque stabilire standard globali uniformi che determinino quali commissioni aggiuntive e costi siano inclusi (o esclusi) dal TER, per consentire all'investitore di comprendere il vero costo totale connesso all’acquistare, mantenere in portafoglio e vendere un ETF. Infine appare necessario elaborare un sistema di reportistica comune a livello mondiale per tutti gli strumenti negoziati, inclusi gli ETF, così da ridurre il rischio sistemico e ad aumentare la trasparenza.


