Finanziari in rally a Piazza Affari, Intesa +7,3%
I mercati aspettano la soluzione "definitiva" alla crisi del debito sovrano e ignorano downgrade e perplessità degli analisti
Al termine di una seduta tutta in guadagno (caratterizzata tra l’altro dall’assenza di scambi sul mercato Idem, rimasto bloccato a causa di un non precisato guasto tecnico) l’indice Ftse Italia All-Share si riporta a 17.001,94 punti (+1,46%), mentre l’Ftse Mib viene fissato a quota 16.293,19 (+2,02%) e l’Ftse Italia Star si riporta in area 10.226,92 (+0,71%).
Ancora una volta a fare la differenza sono i titoli finanziari, in una giornata in cui oltre che del downgrade del rating sovrano spagnolo da parte di Moody’s (di due notch) si è parlato della possibilità che le principali banche europee decidano di cedere asset o ridurre le proprie attività per un controvalore complessivo di 775 miliardi di euro (misura che però potrebbe non bastare a evitare ulteriori ricapitalizzazioni, in qualche caso anche ricorrendo all’intervento dei singoli stati europei) mentre non si capisce se il presunto piano che Francia e Germania potrebbero presentare al prossimo G20 farà salire a mille o due mila miliardi le risorse a disposizione per sostenere il settore creditizio del vecchio continente.
La domanda ignora questi dubbi e si riversa su Intesa Sanpaolo in crescita di oltre sette punti (+7,32%), davanti a Lottomatica (+5,41%), UniCredit, in rialzo del +5,2%(come Intesa Sanpaolo anche piazza Cordusio per ora ha visto confermato il proprio rating da parte di Standard & Poor’s, che invece ieri aveva ridotto il merito di credito di altri 24 istituti italiani tra cui Mps, Banco Popolare, Ubi Banca, Bpm, Carige e Bper), Ansaldo Sts e Mediobanca. Poco rumore per ora sembra aver fatto l’inchiesta per presunta elusione fiscale che ha coinvolto UniCredit e alcuni suoi manager ed ex manager tra cui l’ex numero uno Alessandro Profumo, inchiesta che per alcuni potrebbe avere ulteriori sviluppi e coinvolgere a breve anche altre banche italiane.
In rosso chiudono invece Pirelli & C. (-3,17%) e Fiat (-2,5%) il cui rating è stato portato da Fitch da “BB+” a “BB” con outlook negativo per riflettere il nuovo profilo di credito del gruppo dopo l’integrazione con la più debole Chrysler oltre ai rischi che il gruppo pare correre nel mercato chiave del Brasile. Giù anche Stm, Parmalat e la “solita” Bper.


