volano anche i ciclici da fiat a stm
Ftse Mib in spolvero trainato da UniCredit (+12,2%)
Rialzo a doppia cifra per il titolo di Piazza Cordusio dopo l'annuncio Merkel-Sarkozy di una bozza d'intesa sulla ricapitalizzazione delle banche Ue al G20 del 3 novembre prossimo
La settimana parte in rialzo a Piazza Affari dove a fine giornata l’indice Ftse Italia All-Share si è riportato a 16.782,32 punti (+3,26%), mentre l’Ftse Mib ha chiuso in area 16.098,16 (+3,67%) e l’Ftse Italia Star è risalito a quota 10.051,38 (+1,42%).
Merito dell’annuncio ad effetto di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che proporranno il prossimo 3 novembre al G20 una bozza di intesa per ricapitalizzare le banche europee, annuncio che assieme allo spezzatino-salvataggio di Dexia per linee nazionali col coinvolgimento di Francia, Belgio e Lussemburgo riesce a controbilanciare le nuove notizie negative in arrivo dalla Grecia, dove Bank Proton viene di fatto nazionalizzata per evitarne il fallimento, notizia che pesa sia sulle banche greche sia su quelle di altri paesi - come l’Austria - pesantemente esposti nei confronti dell’Est e del Sud Europa.
Tra le blue chip del listino milanese in gran spolvero UniCredit, che ha chiuso a 96 centesimi per azione con un rialzo del 12,2%, davanti a ciclici come Fiat, Prysmian, Stm (nonostante possibili ripercussioni negative dall’eventuale scioglimento della joint venture tra Sony ed Ericsson di cui sono tornate a circolare voci) e Buzzi Unicem, che hanno ignorato totalmente il pessimo dato dell’indicatore guida Ocse, in calo (per il quinto mese consecutivo nel caso dell’Italia) anche in agosto.
Nessuna tra le blue chip italiane ha accusato perdite, con anche il settore energetico, nelle ultime settimane apparso incerto, che invece ha messo a segno recuperi anche rotondi come nel caso di Saipem, che ha fatto sapere di aver acquisito il 100% dii TPG (Terminal Portuário de Guarujá), società che ha in concessione perpetua un’area a Guarujá, in Brasile.
Fuori dal listino principale si è distinta invece in negativo Arkimedica che, dopo aver annunciato la richiesta del concordato preventivo, è sprofondata del 39%. Male anche Rcs (-2,35%) e Premafin (-1,89%).


