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Materie prime, riecco gli acquisti

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 17/10/2011 11:09

L’oro e i metalli preziosi arrestano la caduta ma rimangono tutti lontani dai massimi

Le buone notizie che arrivano dall’Unione europea e dagli Stati Uniti scaldano il mercato azionario e rianimano quello delle materie prime. In Europa, la Banca centrale europea ha introdotto un sistema che permette l’acquisto di obbligazioni covered così da incoraggiare anche le banche ad aumentare il prestito verso famiglie e imprese. Sempre la Bce ha deciso di introdurre un prestito di dodici mesi così da poter fornire alle banche tutta la liquidità che serve fino al 2013.

Negli Stati Uniti, i dati sul mercato del lavoro segnalano un aumento degli occupati per il mese di settembre e un rialzo per paghe e ore lavorate. Questo mix di dati positivi hanno fornito spunti interessanti soprattutto per il mercato dei metalli di base come il rame e per i beni quali petrolio e gas naturale. E infatti sono proprio questi beni a dare maggiori soddisfazioni agli investitori. Il petrolio Wti torna con forza sopra gli 80 dollari, toccando gli 85 dollari al barile. Il Brent si stabilizza di poco sopra i 106 dollari al barile.

Ottimo spunto per il rame che, dopo settimane di “depressione”, balza dai minimi della scorsa settimana di 6.800 dollari a 7.249 dollari la tonnellata. Stabile il prezzo dell’oro, che fermata la caduta “libera” delle passate sedute sembra aver trovato una base intorno ai 1.600 dollari l’oncia. Ed è proprio su oro e petrolio che si concentrano la maggior parte delle “scommesse” sulla Borsa di Milano. Al segmento Etf Plus di Piazza Affari l’Etfs Phisical Gold è il tracker più scambiato.

Gli investitori sembrano scommettere su un rimbalzo dell’oro così da recuperare i dieci punti percentuali persi dall’Etc nell’ultimo mese. Interesse anche sul gas naturale, dove viene ben comprato l’Etfs Leveraged Natural Gas. L’Etc legato al movimento del Dow Jones-Ubs Naturale Gas Subindex risulta ancora uno degli Etc più in difficoltà rispetto all’inizio dell’anno, con una performance nell’ultimo mese negativa del 23,82%. Per il petrolio, il prodotto più “cliccato” rimane l’Etfs Crude Oil, che nell’ultimo mese ha ceduto poco più di un punto percentuale mentre a sei mesi risulta in rosso di 22 punti percentuali.

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Commenta Marco Mairate | 17 ottobre 2011 11:09
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