Sul gioco Bankitalia non scherza
Obiettivo: pagamenti con mezzi tracciabili per le scommesse e regole severe per l’online
Bankitalia lancia l’allarme sul gaming, visto che sta registrando un interesse crescente degli operatori del settore del gioco pubblico verso gli intermediari vigilati che prestano servizi di pagamento. Si tratta di istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento appartenenti a primari gruppi attivi nel gaming. L’interesse dei concessionari del gioco nei servizi di pagamento è spinto da due fattori: l’espansione del comparto dei giochi a distanza, che necessita di strumenti di pagamento come la moneta elettronica e le sinergie derivanti da un uso intensivo della capillare rete distributiva dei concessionari del gioco per la prestazione di servizi commerciali e di pagamento collaterali.
Il mercato ha registrato negli ultimi anni una rapidissima espansione, sia con la rete fisica sia a distanza, con una raccolta complessiva passata da 15 miliardi di euro del 2003 a 61,4 miliardi del 2010 (il 4% circa del Pil). Le corrispondenti entrate erariali si sono attestate a 9,9 miliardi di euro (9,4 mld nel 2009). I dati pubblicati dall’Aams confermano il trend positivo anche per il 2011.
La crescita del mercato ha trovato impulso anche nella progressiva riduzione del carico fiscale (in media, dal 19% all’attuale 4,25%) e nell’anticiclicità del comparto all’accentuarsi della crisi. Il settore più vivace è stato quello del gioco a distanza che, con una raccolta di 4,8 miliardi a fine 2010 (7,8% del totale), è più che triplicato nell’ultimo triennio. Quali sono i rischi indiretti per gli intermediari del gaming?
Alcuni intermediari vigilati presentano un forte legame con gli operatori del gaming, in quanto appartenenti ai relativi gruppi o per connessione di tipo economico. Tali intermediari, oltre ai rischi tipici dell’attività propria, sono soggetti a una serie di rischi indiretti “importati” dal comparto dei giochi. Si tratta, in particolare, di fattori che attengono a diversi ambiti.
Innanzitutto, strategico e di governance, in quanto la presenza dei fondi di private equity nell’azionariato dei concessionari può rendere più incerti gli assetti di governo e indirizza le linee strategiche alla massimizzazione del profitto anche attraverso politiche commerciali aggressive. C’è poi l’aspetto reputazionale, di fatto legato al possibile impiego delle piattaforme di gioco a fini di riciclaggio e all’infiltrazione della criminalità organizzata. Tale fattore di rischio è di forte impatto sull’operatività dei concessionari.
Le autorità pubbliche sono costantemente impegnate in iniziative volte a tutelare la sicurezza del mercato del gioco, la tutela dei minori, la repressione dei fenomeni di usura e riciclaggio. Ed è proprio quest’ultimo caso che interessa di più il comparto del gaming, assimilabile a un settore parafinanziario. L’elevato rischio di riciclaggio richiede un presidio continuo e incisivo da parte di tutti gli attori coinvolti, in particolare con funzioni di controllo.
Nel gioco online, in cui le transazioni sono di norma tracciate, sussistono rischi connessi all’uso del “conto di gioco” per possibili trasferimenti illeciti di denaro verso controparti compiacenti. In linea generale, il mercato delle scommesse presenta molte affinità con i mercati finanziari, legate all’aleatorietà che caratterizza i due settori. In tal senso, la quota di una scommessa può essere vista come il prezzo di un derivato il cui sottostante può assumere un insieme discreto o continuo di valori a cui sono associate determinate probabilità.
In Gran Bretagna si sono sviluppate delle Borse, chiamate betting exchanges, in cui non si scommette contro il gestore della piattaforma online bensì contro gli altri utenti del sito, tipicamente giocatori retail. Nella realtà del mondo del gioco, secondo anche quanto emerge da indagini investigative, si è creato un mercato secondario dei ticket vincenti che, configurandosi come titoli di incasso anonimi sostitutivi del contante, sono in grado di alimentare casi di riciclaggio a opera di soggetti che si propongono come acquirenti dei ticket in cambio di una maggiorazione della vincita riconosciuta al giocatore. Anche il segmento degli apparecchi da intrattenimento preoccupa.
Che fare per evitare questi illeciti? Secondo Bankitalia, la previsione di un impiego obbligatorio di mezzi di pagamento tracciabili, nell’ambito del gioco fisico e a distanza, potrebbe contribuire a consolidare le basi di controllo e di legalità nel gaming mantenendo i richiesti caratteri di immediatezza dei trasferimenti di gioco. Muovendo, poi, verso l’applicazione di standard di tipo finanziario, una ancor più stringente procedura obbligatoria di identificazione nell’e- gaming sarebbe di valido ostacolo agli schemi illegali di trasferimento monetario.
Specifiche cautele, ricorda infine Bankitalia, vanno adottate dagli operatori di pagamento per circoscrivere i rischi connessi con l’intermediazione di trasferimenti monetari verso siti illegali di gioco. Esigenza ancor più pressante dopo le recenti “disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” emanate a luglio che, tra l’altro, istituiscono per le società emittenti carte di credito e per gli operatori bancari, finanziari e postali uno specifico obbligo di segnalazione per via telematica all’Aams, pena severe sanzioni in caso di inadempimento.


