intuitive surgical sale più di intel
Trimestrali e dati macro non bastano a Wall Street
Sul mercato torna a prevalere la prudenza nonostante numeri e dati migliori delle attese. Il Beige Book allontana i timori di un'imminente recessione
Nonostante le trimestrali migliori del previsto di Intel e Morgan Stanley (ma non di Apple) e il dato superiore alle attese degli housing start di settembre la prudenza torna a dominare Wall Street dove a fine giornata il Dow Jones cede lo 0,62%, mentre l’S&P500 perde l’1,26%, il Nasdaq cede il 2,01% (semiconduttori: -2,24%) e le small cap del Russell 2000 chiudono in rosso del 2,09%.
La Fed dal canto suo fa sapere attraverso il suo più recente Beige Book che l’economia sta rallentando il ritmo di crescita ma non pare destinata per ora ad entrare in recessione, contrariamente ai più recenti timori degli analisti che temevano un’interruzione della crescita già in settembre come non è invece capitato. Non ci sono peraltro ulteriori buone notizie visto che i piani di assunzione delle grandi aziende Usa continuano a ridursi e il volume dei prestiti sono stabili o in lieve calo nella maggior parte dei distretti, segno che un “double dip” resta possibile.
Tra le blue chip americane si mettono in luce Intuitive Surgical, Apollo Group, Travelers Companies, St Jude Medical e Intel, mentre perdono quota Comerica, Western Digital, First Solar, Cliffs Natural Resources e Molex.
Dal canto loro i T-bond restano incerti, col rendimento sul decennale che torna sul 2,16% (dal 2,17% di ieri) mentre quello sul trentennale resta sul 3,17% (invariato). In calo l’oro, che torna a 1.644 dollari l’oncia (22,1 dollari peggio della vigilia), con l’argento che invece chiude a 31,05 dollari (78 centesimi di perdita) e il petrolio indicato sugli 86,13 dollari al barile (2,21 dollari sotto i livelli dell’ultima chiusura).


