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t-bond ancora in calo, l'operazione twist è già fallita?

Wall Street attende novità

creato da Luca Spoldi ultima modifica 11/10/2011 22:49

Dalla crisi del debito alla nuova stagione delle trimestrali per il listino americano si avvicina il momento della verità

Dopo un inizio di giornata in calo, complice le incertezze dei listini europei in attesa del voto del parlamento slovacco sulle modifiche al fondo salva stati Efsf, Wall Street torna a recuperare terreno limitando i danni, con l’indice Dow Jones che a fine giornata cede lo 0,15% mentre l’S&P500 resta a +0,05%, il Nasdaq segna +0,66%  recuperando oltre un punto dai minimi intraday (semiconduttori: -0,30%) e le small cap del Russell 2000 guadagnano a loro volta lo 0,59%.

Intanto con Alcoa, che chiude il terzo trimestre dell’anno con utili da attività continue pari a 172 milioni di dollari (+182% su base annua, -47% dal secondo trimestre) a fronte di un fatturato di 6,4 miliardi (+21% sull’anno, -3% sul trimestre precedente) si apre ufficialmente la nuova stagione delle trimestrali, importante verifica sulla tenuta dell’espansione negli States. Intanto nella giornata i migliori tra le blue chip sono Sprint Nextel, Citrix  Systems, Citigroup,Goodyear Tyre e CF Industries, mentre perdono quota titoli come First Solar, Cme Group, Kohl’s Corporation, Equity Residential e NiSource.

Dal canto loro i T-bond continuano a subire prese di profitto col rendimento sul decennale che risale sul 2,15% (dal 2,08% di ieri) mentre quello sul trentennale risale sul 3,11% (dal 3,02%), con alcuni analisti che iniziano a sospettare che l’operazione “twist” annunciata dalla Fed meno di tre settimane fa (nella sostanza uno swap da 400 miliardi di dollari con cui la banca centrale cerca di ridurre i tassi a lunga scadenza acquistando titoli a lungo in cambio della vendita di titoli detenuti a breve in portafoglio) possa già considerarsi un fiasco.

Frena anche l’oro, che scivola a 1.668,1 dollari l’oncia (8,6 dollari peggio della vigilia), con l’argento che invece chiude a 32,20 dollari (11 centesimi di rialzo) e il petrolio che dopo il taglio delle stime dell’Opec sulla domanda mondiale per quest’anno e il prossimo si porta sugli 85,47 dollari al barile (30 centesimi sotto l’ultima chiusura).

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