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volano oro e petrolio, in frenata i t-bond

Wall Street crede in una soluzione alla crisi del debito

creato da Luca Spoldi ultima modifica 10/10/2011 23:03

Le notizie che provengono dall'Europa sembrano finalmente aver convinto la maggior parte degli investitori: sù di giri i finanziari e i titoli delle materie prime

Nuovo rialzo marcato per Wall Street che registra la migliore seduta da agosto con l’indice Dow Jones in rialzo a fine seduta del 2,97% mentre l’S&P500 termina a +3,41%, il Nasdaq segna +3,50% (semiconduttori: +2,82%) e le small cap del Russell 2000 guadagnano il 4,37%.

Gli investitori sembrano scommettere che le autorità europee abbiano deciso di affrontare realmente la crisi del debito da un lato preparandosi a ricapitalizzare le principali banche europee così da poter svalutare o scorporare gli asset tossici ancora presenti nei bilanci, sulla scorta di quanto deciso ad esempio per Dexia, dall’altro abbiano accettato l’idea di un default pilotato della Grecia che comporti un “haircut” più elevato di quanto finora previsto per i bondholder privati (in gran parte quelle stesse banche che dovranno ricapitalizzare nel prossimo futuro).

Tra le blue chip americane in attesa che riparta la giostra delle trimestrali, si mettono in luce finanziari come Bank of America, Jp Morgan Chase, Morgan Stanley, Goldman Sachs e Wells Fargo.  Nella polvere finisce invece Sprint Nextel su cui piovono downgrade dopo che la società ha ammesso che sta esaurendo le linee di credito e che dovrà rinegoziarle o raccogliere nuovi capitali per finanziarsi. Di nuovo in battuta Yahoo! che dopo i rumors di un interesse di Microsoft o di Alibaba per la società gode oggi di indiscrezioni circa possibili offerte da parte di fondi di private equity. Bene anche Denbury Resources, Monster Worlwide, Alpha Natural Resources, Cliffs Natural Resources e Jabil Circuits, mentre tra le peggiori si notano anche Netflix (che dopo sole tre settimane pare aver rinunciato all’idea di scindersi in due compagnie), Bmc Software, Life Technologie e Apollo Group.

Dal canto loro i T-bond continuano a subire prese di profitto col rendimento sul decennale che risale sul 2,08% (dal 2,07% di venerdì) mentre quello sul trentennale termina sul 3,02% (dal 3,01%). Si riprende l’oro, che sale a 1.676,7 dollari l’oncia (37,2 dollari meglio della vigilia), con l’argento che rimbalza a 32,09 dollari (93 centesimi di rialzo) e il petrolio che invece si porta sugli 85,77 dollari al barile (2,87 dollari sopra l’ultima chiusura).

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