bernanke: la fed pronta a nuove misure di sostegno se necessario
Wall Street crolla? No, rimbalza!
Per gli operatori il mercato resta in fase "orso", ma oggi il denaro torna a premiare i finanziari e consente agli indici di recuperare terreno
Sembrava un’altra seduta destinata a chiudere in rosso per Wall Street, ma con un rally impressionante sul finale di giornata il listino di New York, trascinato al rialzo dalle banche (nonostante siano tutt’altro che dissipati i timori legati alla crisi del debito greco), ha ribaltato il risultato dopo che il numero uno della Federal Reserve, Ben Bernenke, si è detto pronto a nuove misure a sostegno di un’economia che cresce ancora troppo debolmente in un contesto di prezzi stabili. Così a fine seduta l’indice col Dow Jones ha chiuso in rialzo dell’1,56%, mentre l’S&P500 ha segnato +2,25%, il Nasdaq ha guadagnato il 2,95% (semiconduttori: +4,25%) e le small cap del Russell 2000 sono salite a razzo chiudendo a +6,42%.
Prudenti gli operatori, secondo cui il mercato resta in una fase “orso” nella quale non sono peraltro da escludere repentini rimbalzi tecnici come quello odierno che però non significano necessariamente un’inversione duratura di tendenza. Tra le blue chip scattano al rialzo Morgan Stanley (che però a giudicare dall’andamento dei Cds sembra essere considerata dal mercato una potenziale nuove Lehman Brothers), Bank of America, Goldman Sachs e Citigroup con rialzi tra i 5 e i 12 punti percentuali a testa. Bene anche titoli dell’energia come Exxon e Chevron, oltre che delle linee aeree con Amr (holding di controllo di American Airlines) che balza all’insù del 20% dopo essere stata ieri tra i peggiori. In luce anche Yahoo! dopo l’annuncio di un accordo per condividere nuovi contenuti con l’emittente televisiva Abc News.
In rialzo di un paio di punti anche Yum Brands, proprietaria di catene di ristornanti come Pizza Hut, Kfc e Taco Bell la cui trimestrale era attesa nel dopoborsa.
Dal canto loro i T-bond inizialmente in ripresa hanno visto scattare immediate prese di profitto col rendimento sul decennale risalito a fine seduta sull’1,83% (dall’1,76% di ieri) mentre quello sul trentennale torna sul 2,81% (dal 2,73%). In calo anche l’oro, a 1.621,30 dollari l’oncia (32,60 dollari meno della vigilia), con l’argento che ridiscende a 29,97 dollari (31 centesimi di perdita) e il petrolio che resta sui 77,17 dollari al barile (23 centesimi sopra l’ultima chiusura).


