nuova discesa dei rendimenti dei bond
A Wall Street non piace lo stallo sulla Grecia
Si teme inoltre un effetto-contagio che finisca col travolgere anche il Portogallo. Riflettori sul prossimo debutto di Facebook, il gruppo di Zueckeberg vale 100 miliardi?
Wall Street resta più che prudente visto l’ennesima empasse in cui sembra essersi arenata la crisi del debito sovrano europeo e i crescenti timori che anche il Portogallo possa fare la stessa fine della Grecia, così il Dow Jones chiude a -0,05%, mentre l’S&P500 scivola in rosso dello 0,25%, il Nasdaq cede lo 0,16% (semiconduttori: -1,11%) e le small cap del Russell 2000 cedono lo 0,81%, tutte variazioni, si badi, che scontano già una ripresa discreta rispetto ai minimi intraday a conferma che la prudenza agisce in entrambi i sensi al momento, evitando vendite troppo sostenute.
Mentre tiene banco l’indiscrezione sull’imminente sbarco di Facebook a Wall Street sulla base di una valutazione da 100 miliardi che lascia perplesso più di un analista che giudica eccessiva tale valorizzazione, tra le blue chip Usa si mettono in luce Nabors Industries, Interpublic Group, Monsanto, Verisign e Cablevision System. Male invece Gannett, Staples, Cbre Group, United States Steel e First Solar.
I T-bond dal canto loro vedono il rendimento del decennale ridiscendere sull’1,84% (dall’1,89% di venerdì), mentre quello del trentennale cala al 3,00% (dal 3,06%). L’oro scivola a 1732,2 dollari l’oncia (9,2 dollari meno dell’ultima chiusura), l’argento finisce a 33,45 dollari (46 centesimi di perdita) e il petrolio scivola a 98,96 dollari al barile (83 centesimi peggio della vigilia).


