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tonfo dei titoli ligresti, nessun contatto o manifestazione d'interesse

Banche all'inferno, Btp in purgatorio

creato da Luca Spoldi ultima modifica 05/01/2012 20:18

La giornata si chiude nel peggiore dei modi per i mercati finanziari italiani. Solo Fiat può sorridere grazie all'ulteriore salita nel capitale di Chrysler, fusione in vista?

L’avvio in rosso di Wall Street e lo scattare di prese di profitto in tutta Europa dopo risultati deludenti dell'asta dei titoli di stato a lungo termine francese e alcuni dati macro negativi (ordini “core” in calo di mezzo punto percentuale a ottobre per le industrie di Eurolandia, disoccupazione in crescita all’8,6% in Italia a novembre) porta Piazza Affari a chiudere anche la seduta odierna in calo, più accentuato che su altri mercati a causa del nuovo crollo delle quotazioni dei principali titoli bancari.

Se a livello di indici l’Ftse Italia All-Share finisce sui 15.622,17 punti (-3,24%), mentre l’Ftse Mib cade a quota 14.767,22 (-3,65%) e l’Ftse Italia Star prova a limitare i danni in area 9.301,67 (-1,53%), tra le blue chip a pagare il prezzo maggiore sono ancora una volta UniCredit, Bpm e Banco Popolare, tutte in rosso di oltre il 10% a fine giornata, mentre Ubi Banca e Mps sfiorano il -9%, Intesa Sanpaolo chiude con un calo di oltre 7 punti e Bper “limita i danni” con un roso del 6%.

Secco tonfo dopo i rialzi degli scorsi giorni anche per Fondiaria-Sai (-14,7%) e la controllante Premafin (-21,8%) dopo che la compagnia dei Ligresti ha precisato ufficialmente di non aver al momento ricevuto alcun contatto nè manifestazione d’interesse in merito a una “ipotizzata operazione straordinaria di fusione” di cui parla da giorni il mercato indicando in Unipol il potenziale candidato alla fusione (ipotesi che non pare peraltro avere un rilevante appeal industriale).

Così a fine giornata tra le blue chip di Milano sorridono solo Fiat (+3,5% dopo l’ulteriore salita dal 53,5% al 58,5% nel capitale di Chrysler, passaggio “fondamentale verso il completamento dell’integrazione tra i nostri due gruppi” come dichiara lo stesso Sergio Marchionne in una nota) e Pirelli & C in grado di chiudere la giornata in positivo.

Se la borsa piange l’obbligazionario non ride certo, coi rendimenti dei Btp italiani che tornano a salir e lo spread in deciso allargamento: il Btp a 2 anni vede infatti il rendimento risalire sul 4,868% (dal 4,603% di ieri), mentre quello del Btp a 3 anni balza sui 587,9 punti base (dai 551,4 punti base precedenti), quello del Btp a 5 anni sale sui 620,4 punti base (dai 593,6 della vigilia) e quello del Btp a 10 anni torna a quota 709 punti base (dai 693,9 dell’ultima chiusura).

Il differenziale Btp-Bund sui 10 anni rimbalza così sui 523 punti base dai 502 punti base della chiusura precedente: in previsione dei 450 miliardi di euro di titoli di stato italiani che dovranno essere rinnovati da qui a fine aprile non è certo un bel segnale.

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