azimut festeggia la raccolta 2011
Banche ancora sù ma Piazza Affari ora si fa prudente
Prosegue il recupero dei Btp dopo l'esito positivo delle aste di titoli di stato inglesi e tedeschi, ma l'incontro Monti-Merkel non porta a risultati concreti per ora.
Giornata ricca di alti e bassi a Piazza Affari che trascorre in rialzo tutta la mattinata, poi perde terreno in scia alle borse europee e Wall Street, impensierite dai deludenti dati macroeconomici del vecchio continente (in particolare quello sul Pil tedesco, in calo dello 0,25% nel quarto trimestre 2011), per poi salvare il risultato sul finale con l’indice Ftse Italia All-Share che chiude sui 15.697,43 punti (+0,23%), mentre l’Ftse Mib torna a quota 14.882,44 (+0,25%) e l’Ftse Italia Star rimane in area 9.338,68 (+0,06%).
I risultati in linea con le attese per le aste dei titoli di stato in Inghilterra e Germania si traducono in un nuovo calo di rendimenti e spread per i titoli di stato italiani, nonostante il sostanziale nulla di fatto emerso dall’incontro Monti-Merkel in cui il cancelliere tedesco si è limitato a esprimere una generica disponibilità ad aumentare le risorse del nuovo fondo “salva stati” europeo Esm ma non ha fatto cenno agli Eurobond comunitari o al ruolo della Bce. Così a fine giornata e mercato obbligazionario italiano vede il rendimento sul Btp a 2 anni ridiscendere al 4,71% (dal 4,972% di ieri), quello sul titolo a 3 anni sul 5,66% (dal 5,939%), quello sul quinquennale al 6,22% (dal 6,374%) e quello sul decennale al 6,98% (dal 7,119%). Lo spread tra Btp e Bund a 10 anni resta a livelli elevati ma scivola a 517 punti base, dai 524 punti base di ieri sera.
Tra i titoli azionari continuano a correre i bancari, con Bpm che balza di oltre il 9% dopo la nomina del nuovo consigliere delegato, Piero Montani, seguita da Mps (+8%), UniCredit e Banco Popolare (entrambe sopra il 5% di recupero come anche Finmeccanica), con anche Bper e Intesa Sanpaolo che partecipano alla festa, ma non Mediobanca, che invece chiude in calo.
In rosso finiscono anche Pirelli & C. (che patisce la deludente trimestrale della rivale statunitense Goodyear Tyre), Atlantia (che invece sembra mal digerire l’ulteriore slittamento della privatizzazione delle autostrade turche, operazione da 4 miliardi di euro che interessa anche al gruppo italiano), Fiat, Stm ed Enel Green Power. Bene invece Autogrill, che amplia la partnership con Starbucks Coffee a livello internazionale, e Azimut, che festeggia i dati di raccolta 2011 (positivi per 980 milioni a livello di raccolta netta).


