in evidenza sears holding, male alpha natural resources
Bernanke fa raffreddare il dollaro e i T-bond
Ancora una seduta interlocutoria per il listino di New York in assenza di particolari dati macro o notizie dalla Grecia. In rialzo oro e petrolio dopo le parole del banchiere centrale
Seduta prudente a Wall Street in assenza di particolari dati macro o trimestrali e senza che dalla Grecia giungano notizie certe in merito agli accordi sul debito e su ulteriori misure di austerity richieste dalla “troika” Ue-Bce-Fmi per erogare i 130 miliardi di euro di nuovi aiuti previsti dal secondo piano di salvataggio del paese (anzi si continuano ad annunciare ulteriori slittamenti senza che apparentemente la classe politica locale sia intenzionata ad impegnarsi realmente in un processo di ristrutturazione delle finanze pubbliche).
Sulla giornata e in particolare sul dollaro (che torna a perdere quota) pesano anche le parole del numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, secondo cui non vi saranno particolari tensioni inflazionistiche per tutto il 2012 e il 2013, anche se gli Usa non appaiono nella stessa condizione del Giappone dove per anni si è osservata una deflazione strutturale.
A fine giornata l’indice Dow Jones segna +0,26%, l’S&P500 recupera lo 0,20%, il Nasdaq resta a +0,07% (semiconduttori: +0,10%) e le small cap del Russell 2000 terminano a -0,12%. Tra i singoli titoli si mettono in luce Sears Holdings, Anadarko Petroleum, Tesoro e Harman International. Male invece Laggett and Platt (nonostante una trimestrale leggermente sopra le attese), Alpha Natural Resources, solo ieri tra i migliori, Dun and Brandstreet, Unum Group e Becton Dickinson and Co.
Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento sul decennale ritornare sull’1,97% (dall’1,90% di ieri) mentre il trentennale si riporta sul 3,15% (dal 3,09%). Complice il suaccennato calo del dollaro, l’oro termina la seduta a 1747,9 dollari l’oncia (25,9 dollari sopra la chiusura precedente), l’argento risale a 34,21 dollari (57 centesimi di guadagno) e il petrolio cala a 98,76 dollari al barile (1,6 dollari oltre i livelli della vigilia).


