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gli sviluppi della crisi di eurolandia sosterranno il dollaro

BNY Mellon: nel 2012 materie prime, emergenti e dollari

creato da Luca Spoldi ultima modifica 10/01/2012 15:31

L'anno che sta iniziando continua a vedere molte ombre gravare sui mercati finanziari, ma le occasioni di profitto non mancheranno visto che le valutazioni sono ormai attraenti

I mercati emergenti e le materie prime sono tra le opportunità di investimento evidenziate dall’Outlook 2012 pubblicato da Bank of New York Mellon in cui si sottolinea come le difficoltà dei mercati sviluppati continuino a gettare ombra sull’orizzonte di investimento. Tuttavia le vendite elevate sull’azionario degli emergenti hanno generato valutazioni di mercato molto attraenti, secondo il parere di The Boston Company Asset Management (società di Bank of New York Mellon specializzata nell’azionario “value”). “Crediamo che la correzione del 2011 abbia portato a valutazioni molto più convincenti per questa asset class rispetto a quelle viste all’inizio dell’anno” spiega al riguardo Kirk Henry, senior managing director e senior portfolio manager di The Boston Company Asset Management che scommette su Brasile, Russia, India e Cina ed in particolare sui titoli di aziende piccole, concentrate sul mercato interno, che possono intercettare il bacino dei consumatori.

Secondo la previsione di Mellon Capital Management Corporation (specialista globale multi-asset di Bank of New York Mellon) anche le materie prime potrebbero garantire il genere di diversificazione che consente agli investitori di fare i conti con fattori come le elezioni presidenziali negli Usa, il dibattito sul deficit di bilancio e il rischio di inflazione in molte nazioni, grazie alla bassa correlazione con azioni e obbligazioni.  “Tuttavia, spiega Kenton K. Yee, senior research analyst di Mellon Capital, escludiamo dal novero i metalli utilizzati nella produzione di energia e in quella industriale dato che l’espansione dell’industria e delle costruzioni in Cina ha rafforzato la correlazione tra i profitti delle imprese e i prezzi dei metalli. Queste materie prime sembrano essere diventate pro-cicliche come azioni di società a elevato potenziale di crescita”.

La vasta scala del debito secondo Newton Investment Management, ha invece reso molte economie estremamente vulnerabili, il che garantisce “che l’intervento dello Stato, con tutte le sue possibili distorsioni, rimarrà uno dei temi chiave in un momento in cui nazioni, istituzioni, e singoli individui lottano per diminuire il livello di indebitamento” secondo l’opinione di James Harries, investment manager - global funds di Newton. Con bassi rendimenti sui titoli di Stato nei principali paesi sviluppati le migliori opportunità si troveranno “o nei titoli azionari di alta qualità che distribuiscono dividendi, che hanno un forte potenziale di crescita, o nei mercati delle obbligazioni societarie” sempre secondo Newton.

Infine secondo Pareto Investment Management, i problemi dell’Eurozona stanno complicando le decisioni per gli esperti di valute: “ La gamma di possibili esiti della crisi europea rimane molto ampia e le implicazioni di investimento possono essere molto diverse,” sostiene Constantine Ponticos, managing director, investment research di Pareto. “Se ci sarà un importante sviluppo nell’Eurozona, come è atteso, ci sarà una corsa al dollaro.”  “Le valute che hanno rendimenti superiori -conclude il gestore - dovranno essere collegate a economie in grado di generare crescita tramite la domanda interna, oppure essere il satellite di un blocco economico in grado di fare lo stesso. Ci deve anche essere un accesso al credito relativamente sicuro”.  “Nel complesso crediamo che il 2012 sarà l’anno del dollaro”.

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Commenta 10 gennaio 2012 13:32
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