Inhibitex chiude a +140% dopo essere stata acquisita da Bristol-myers squibb
Chi si rivede, Microsoft!
Giornata sì per il colosso di Redmond e per Intel, negativa per Apple e Google. Alcoa si prepara ad aprire la nuova stagione delle trimestrali
Wall Street si mantiene cauta con gli indici in lieve rialzo al termine di una seduta che non ha presentato particolari novità e con l’attenzione concentrata sugli sforzi delle autorità europee per circoscrivere definitivamente la crisi creditizia del vecchio continente. Così a fine giornata l’indice Dow Jones segna +0,27%, mentre l’S&P500 chiude a +0,23%, il Nasdaq resta poco sopra i livelli di venerdì a +0,09% (semiconduttori a +1,96%) e il Russell 2000 risale dello 0,51%.
Tra i singoli titoli si mettono oggi in luce Microsoft, che torna vicina i massimi dell’ultimo anno alla vigilia dell’apertura del Ces (la più importante manifestazione dedicata all’elettronica da consumo in cui potrebbe parlare il Ceo Steve Ballmer annunciando sviluppi per il settore gaming e nell’ambito della telefonia); la febbre da novità contagia anche Intel e Arm Holdings, mentre restano alquanto fredde sia Apple sia Google (che anzi perde terreno).
In rialzo Alcoa che come sempre a borsa chiusa aprirà la nuova stagione delle trimestrali (e che intanto annuncia la chiusura dell’impianto in Sardegna e la riduzione di capacità dei due impianti spagnoli), ma il vincitore di giornata è Inhibitex, gruppo biotech che sta sviluppando una cura per l’Epatite C che Bristol-Myers Squibb ha annunciato di aver acquistato per 2,5 miliardi di dollari con un premio del 163% rispetto ai prezzi di chiusura di venerdì. Immediata la reazione del mercato col titolo Inhibitex che chiude a +140%. Tra le blue chip guadagnano terreno Netflilx, Juniper Networks, First Solar, Ralph Lauren e Urban Outfitters, mentre perdono quota CareFusion, Vaiero Energy, Gamestop e Wpx Energy.
Da parte loro i T-bond vedono il rendimento del decennale calare all’1,95% (dall’1,96% di venerdì) mentre quello del trentennale sale al 3,02% (dal 3,01%), in entrambi i casi peggiorando rispetto all’avvio di giornata, mentre l’oro ridiscende a 1611,60 dollari l’oncia (6,1 dollari meno della vigilia), l’argento risale a 28,93 dollari (34 centesimi di recupero) e il petrolio scivola sui 100,41 dollari al barile, circa 1,30 dollari sotto i livelli dell’ultima chiusura.


