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Crisi del debito, in Europa centro orientale il Pil crescerà del 2%

creato da Redattore Interno ultima modifica 17/01/2012 16:44

Le previsioni di Raiffeisen Research per il 2012: nella seconda parte dell'anno recupereranno anche i mercati della regione

Tocca a Raiffeisen, in un periodo tanto movimentato, assumere la difesa dei mercati dell’Europa centro orientale, pure appesantiti dalla crisi del debito pubblico. Peter Brezinschek, direttore di Raiffeisen Research, dipartimento di Raiffeisen Bank International, sostiene che nel 2012 la regione registrerà una crescita media del Pil del 2%, mentre l’area euro dovrà rassegnarsi a un -1%.

In Europa centrale il Pil dovrebbe crescere dello 0,5% appena, a fronte di un +0,4% dell’area sud-orientale. Con la sola eccezione della Polonia, il cui Pil è previsto in crescita del 2,2%, gli analisti di Raiffeisen Research prevedono che il Prodotto interno lordo di tutte le economie dell’Europa centrale diminuirà, incluso quello austriaco (-0,5%). Per quanto riguarda i Paesi della Csi (Comunità degli Stati indipendenti), Raiffeisen Research non ha cambiato le proprie previsioni per il 2012, che parlano di un +3,1%.

Secondo Brezinschek, la grande attenzione delle economie della regione verso la Germania, le necessarie misure di consolidamento del bilancio e l’approccio cauto ai prestiti saranno molto probabilmente i fattori principali che determineranno la debole crescita nel primo semestre del 2012. L’esperto si dice però ottimista per quanto riguarda la seconda metà dell’anno: “Gli scarsi risultati del primo semestre del 2012 saranno compensati da evoluzioni decisamente migliori nel corso della seconda metà dell’anno”.

Per quanto riguarda l’inflazione, la gran parte dei Paesi dell’Europa centro orientale ha già raggiunto il picco massimo. Nel primo trimestre del 2012, si registrerà una forte pressione sulle valute locali. I mercati, che finora hanno registrato perdite a doppia cifra, caleranno ancora all’inizio del 2012, in particolare in Ungheria, Repubblica Ceca e Balcani. La situazione relativamente solida dei fondamentali in Polonia e Russia dovrebbe riflettersi in una minore diminuzione del valore. La prudenza dell'ufficio studi si estende fino alla metà dell’anno. Seguirà, in compenso, un aumento delle quotazioni nella seconda parte del 2012. “L’assunto da cui partiamo", conclude l'esperto, "è che il mercato prenderà coscienza dei chiari progressi verso la risoluzione del problema del debito”.

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Commenta Maria Paulucci | 17 gennaio 2012 11:12
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