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Davos: instabilità finanziaria e tassazione spaventano i ceo italiani

creato da Daniel Settembre ultima modifica 25/01/2012 12:39

Tra i manager italiani prevale una profonda incertezze sul 2012, secondo quanto rileva la 15° Global ceo Survey realizzata dalla...

Il pessimismo regna sovrano anche a Davos, in Svizzera. Tra i manger italiani infatti prevale una profonda incertezze dello scenario economico internazionale: il 45% si dichiara pessimista a livello di crescita globale.

È quanto rileva la 15° Global ceo Survey realizzata dalla PriceWaterhouse Cooper’s che, come di consueto, apre i lavoro del World Economic Forum della città svizzera, che fotografa il livello di fiducia sullo sviluppo globale e del proprio business di 1.258 ceo provenienti da oltre 60 Paesi e il loro punto di vista sulle sfide del mercato di oggi. Risultato del sondaggio globale? Il 48% dei ceo di tutto il mondo prevede un’ulteriore recessione nell’arco di quest’anno.

Capitolo Italia: i ceo delle aziende danno segnali di fiducia sul lungo periodo e l’85% si attende una crescita dei ricavi a tre anni.
Ma solo il 59% vede prospettive di crescita nei 12 mesi, contro una media globale dell’85% e del 94% dei CEO tedeschi.

I maggiori pericoli alle prospettive di crescita a tre anni avvertiti dai CEO italiani, oltre alla complessiva mancanza di stabilità dei mercati finanziari, sono le difficoltà di finanziare la crescita futura e l’attuale peso della tassazione in Italia. I ceo italiani infatti per guadagnare competitività chiedono una nuova politica industriale da parte del governo. Tra le priorità: il miglioramento infrastrutturale del Paese, forza lavoro più preparata alle nuove esigenze, stabilità finanziaria dei mercati, e politiche fiscali che incentivino la crescita sia in Italia sia all’estero.

Circa l’80% dei ceo italiani prevede cambiamenti significativi nella strategia della propria azienda nei prossimi 12 mesi. Diversi i fattori di cambiamento evidenziati: un terzo vede la necessità di cambiamento nella struttura del capitale e di riduzione della leva finanziaria.

Inoltre, più di un terzo degli intervistati evidenzia la necessità di cambiamenti strutturali nella strategia attualmente perseguita per dare una risposta efficace all’attuale incertezza e volatilità economica ed al cambiamento in atto della domanda della clientela.

"Dalle risposte emerge chiara la volontà di modificare profondamente e strutturalmente il proprio modello di business puntando sullo sviluppo internazionale e l'innovazione” ha commentato Ezio Bassi, amministratore delegato di PwC Italia. “Il target principale è quello di allargare di investire in crescita industriale soprattutto in ambito BRIC e Turchia. Il gap di internazionalizzazione che ancora caratterizza alcune imprese italiane verrà colmato nei prossimi anni anche se permane l'incertezza sulla capacità delle aziende italiane di finanziare la crescita".
 

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Commenta Daniel Settembre | 25 gennaio 2012 12:05
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