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nessun problema in mattinata per l'asta dei bubill a 12 mesi

Finanziari a passo di corsa, in calo energia e ciclici

creato da Luca Spoldi ultima modifica 23/01/2012 20:12

Piazza Affari accelera sul finale, bene anche i Btp che vedono calare ulteriormente rendimenti e spread contro Bund in attesa degli esiti del vertice di Bruxelles

Finale di seduta in ulteriore allungo per Piazza Affari sotto la spinta dei titoli finanziari con l’indice Ftse Italia All-Share che chiude sui 16.810,10 punti (+1,73%), mentre l’Ftse Mib rimbalza a quota 15.907,52 (+1,76%) e l’Ftse Italia Star in porta in area 9.933,91 (+1,15%).

In attesa che dal meeting dei ministri delle finanze europei di Bruxelles esca qualche soluzione condivisa per porre soluzione alla crisi del debito sovrano del vecchio continente e mentre prosegue l’attesa per la sigla del definitivo accordo tra Atene e i bondholder privati sulla ristrutturazione “volontaria” del debito greco che secondo le ultime indiscrezioni dovrebbe prevedere un 15% di rimborso tramite bond a breve termine emessi dall’Efsf e per la parte restante un concambio tra i titoli in essere e un nuovo trentennale con interessi attorno al 4% (non pare ancora deciso se sarà uno step up o una cedola fissa).

A fine giornata comunque il secondario dei titoli di stato italiano consolida ulteriori recuperi, anche grazie all’esito positivo dell’asta di Bubill a 12 mesi tedeschi di stamane, così il Btp a 2 anni vede il rendimento ridursi a fine seduta al 3,58% (dal 3,85% di venerdì sera), quello a 3 anni che lo vede ridursi al 4,37% (dal 4,64%), mentre il tasso del Btp a 5 anni chiude sul 4,93% (dal 5,175%) e quello sul Btp decennale ridiscende al 6,11% (dal 6,25%), a fronte di uno spread coi Bund decennali di 414 punti base (dai 432 punti base della chiusura precedente).

Il migliore tra le blue chip del mercato azionario di Milano è Mps, che dopo una seduta tutta di corsa con anche una sospensione al rialzo termina a+13% abbondante su ulteriori acquisti legati alle speranze di un piano di rafforzamento patrimoniale che non preveda aumenti di capitale davanti a UniCredit (oltre 10 i punti di recupero di Piazza Cordusio che l’aumento di capitale l’ha già portato a termine), Finmeccanica, Mediobanca (che con Bank of America Merrill Lynch guida il consorzio di garanzia dell’aumento di UniCredit e beneficia dunque delle attese di una elevata sottoscrizione dell’operazione) e Intesa Sanpaolo.

In rosso chiudono invece i titoli dell’energia, in lettera in tutta Europa dopo il via libera all’embargo, dal prossimo primo luglio, delle importazioni petrolifere dall’Iran, come Enel Green Power, Terna e Snam Rete Gas (di cui si è decisa la separazione societaria da Eni); deboli anche Ansaldo Sts e Telecom Italia, in una giornata che non ha premiato i titoli ciclici.

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Commenta 23 gennaio 2012 20:12
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