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Hedge scatenati sulle commodity

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 13/01/2012 13:25

I gestori dei principali fondi alternativi sono ottimisti circa il futuro dei prezzi delle materie prime

I gestori dei principali fondi hedge del pianeta sono ottimisti circa il futuro dei prezzi delle materie prime. Secondo i dati forniti dalla Commodity Futures Trading Commission aggiornati al 27 dicembre scorso, le posizione nette lunghe sui 18 contratti futures e opzioni, sono aumentate del 18% a 536.907 contratti. In dettaglio, le posizioni sulla soia sono aumentate di ben nove volte, mentre il mais ha raggiunto i massimi delle ultime cinque settimane. I contratti sulla soia sono passati da 2.575 a 23.683 in una sola settimana. Questo dopo l’incremento dei prezzi del 6,8% registrato in dicembre, il maggior aumento dallo scorso agosto. A spingere gli acquisti, il calo dell’umidità media e il clima secco, che influenzerà la produzione in Argentina e nel sud del Brasile per tutta la prima parte di gennaio. I dati, diffusi da T-Storm Weather LLC, spiegano che l’attuale situazione climatica è molto simile al periodo 2008- 2009, quando ci fu un crollo del 30% nella produzione di grano e di semi di soia, e un calo del 13% nella produzione di mais brasiliano.

Solitamente questo fenomeno, chiamato La Nina, porta pesanti piogge in Asia e un clima secco nel Sud America. Interesse in calo invece per i contratti derivati su rame, cacao, frumento, olio di soia. Diverso l’attegiamento verso i metalli preziosi, dove gli investitori hanno riscattato oltre 936 milioni di dollari dai fondi che investono in materie prime. I dati, pubblicati da EPFR Global, vedono oro e metalli preziosi perdere circa 688 milioni di dollari, mentre 248 milioni di dollari sono stati prelevati da altre tipologie di materie prime. Nel 2011 la raccolta totale del settore è stata pari a 12,8 miliardi di dollari, di cui ben 8,1 miliardi sono stati investiti proprio nel lingotto. Lo scorso dicembre la banca di investimento Goldman Sachs aveva tranquilizzato il mercato, confermando che il mondo quasi sicuramente non dovrà a f f r o n t a r e u n ’ a l t r a r e c e s s i o n e , mantenendo quindi una “sovraesposizione” verso le materie prime che per la fine del 2012 dovrebbero generare un rendimento medio stimato intorno al 15%.

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Commenta Marco Mairate | 13 gennaio 2012 13:25
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