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Il greggio si prepara a nuovi rialzi

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 12/01/2012 11:31

Le tensioni in Iran mantengono i prezzi del combustibile sopra i 100 biglietti verdi al barile

Il prezzo del greggio nelle versioni Wti e Brent continua a mantenersi stabile sopra i 100 dollari al barile. La qualità di greggio statunitense scambia di poco sopra i 100 dollari, mentre il Brent allarga di nuovo lo “spread” con gli americani scambiando a 111 dollari al barile. A spingere il prezzo del combustibile sono sempre le tensioni in Iran, soprattutto dopo che il capo delle forze armate iraniane ha intimato gli Stati Uniti di non inviare nuove portaerei nel Golfo Persico. A questo si aggiunge il buon andamento del settore manifatturiero negli Stati Uniti, dove l’espansione è stata la più alta degli ultimi sei mesi. Secondo gli esperti di Commerzbank, nelle prime settimane del 2012 la qualità di petrolio Brent dovrebbe registrare le maggiori pressioni sui prezzi a causa della ripresa della produzione libica.

La produzione dei paesi aderenti al cartello OPEC è infatti cresciuta di 162mila barili al giorno, pari allo 0,5% e per un totale di circa 30,667 milioni di barili al giorno contro le stime precedenti di 30,505 milioni. In Europa, la contrazione della domanda di idrocarburi è accompagnata dagli aumenti dei dazi sui carburanti che rendono il pieno di benzina sempre più oneroso per i cittadini della Ue. Per la fine del 2012, l’ufficio studi della banca tedesca si attende un prezzo del greggio intorno ai 110 dollari al barile. Sul fronte geopolitico, il greggio sale sui rumors che gli iraniani potrebbero tentare di distruggere le scorte petrolifere passanti per lo stretto di Hormuz, in risposta alle continue richieste di stop da parte di Stati Uniti e paesi alleati al programma nucleare (civile) iraniano. Richieste pressanti che il 31 dicembre scorso si sono concretizzate in un embargo proposto dagli Stati Uniti che vieta di fare affari con la Banca centrale iraniana. Dalla loro, lo Ataollah Salehi, capo delle forze armate iraniane, ha intimato agli alleati di non fare ulteriori mosse e che l’avvertimento di stare alla larga dallo stretto verrà ripetuto una sola volta. A Piazza Affari, nel segmento etc/etn, l’Etfs Wti Crude Oil continua ad essere uno degli strumenti più scambiati sul segmento Etf Plus. Nell’ultimo mese la performance è stata superiore al 5%, mentre negli ultimi sei mesi l’Etc ha reso il 13,66%.

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Commenta Marco Mairate | 12 gennaio 2012 11:31
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