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prese di profitto sui btp, risalgono rendimenti e spread

Impregilo recupera, le banche perdono quota

creato da Luca Spoldi ultima modifica 10/02/2012 19:59

Seduta contraddistinta da volumi modesti e da nuove perplessità riguardo la telenovela greca che oggi si arricchisce di un'ulteriore puntata: un rimpasto di governo ad Atene

Le tensioni all’interno del governo ateniese (da cui oggi sono usciti 4 ministri) testimoniano come l’accordo sui tagli richiesto dalla Ue sia ancora molto fragile. Così, anche in vista del fine settimana, a Piazza Affari come su tutte le principali piazze europee oltre che a Wall Street (delusa anche da alcuni dati macro peggiori delle attese) torna a prevalere il segno negativo, anche se i volumi appaiono in decisa frenata e limitano la già modesta significatività del risultato. 

A fine seduta l’indice Ftse Italia All-Share cala a 17.348,10 punti (-1,57%), l’Ftse Mib torna a quota 16.361,04 (-1,76%) e l’Ftse Italia Star limita i danni in area 10.539,03 (-0,59%). Sul fronte obbligazionario il Btp a 2 anni vede il rendimento risalire sopra al 3,11% (dal 2,92% di ieri), quella a 3 anni chiudere al 3,595% (dal 3,36%) e quello a 5 anni tornare quasi sul 4,35% (dal 4,14%). Il Btp decennale guida paga stasera appena più del 5,61% lordo annuo (dal 5,48%), con uno spread rispetto all’omologo Bund tedesco di 370 punti base contro i 347 punti base della chiusura di ieri.

Tra le blue chip si mettono in luce Impregilo, reduce dallo scivolone della vigilia (nonostante si continui a scommettere sulla vendita della quota in Igli detenuta dal gruppo Benetton al gruppo Gavio che così diverrebbe l’azionista di riferimento di Impregilo sbarrando di fatto il passo al gruppo Salini), Diasorin, Luxottica, ormai assimilato a un titolo anticiclico, Mps (ieri sotto pressione per le voci, smentite, di vendite sul mercato da parte di Fondazione Montepaschi) e A2A, che il giorno dopo le dimissioni a sorpresa del presidente Giuliano Zuccoli non sembra dover cambiare idea sul progetto Edipower né come forma né come tempistica.

In rosso finiscono nuovamente i principali titoli bancari, appesantiti dalle notizie provenienti da Atene, con Ubi Banca, UniCredit, Bper, Banco Popolare e Intesa Sanpaolo peggiori di tutti con ribassi tra il 4,7% e il 3,5% a testa. In una giornata delicata per il settore finanziario spicca per l’ennesima volta il balzo Fondiaria-Sai (+10%) dopo la notizia che Palladio Finanziaria è salita sopra il 2,2% del capitale (mentre tra le sale contrattazioni si commentano possibili “alleanze” col fondo Sator di Matteo Arpe). Sottotono al contrario sia Premafin, sia Milano Assicurazioni, come pure Unipol che nel frattempo ha convocato l’assemblea per varare il proprio aumento di capitale da 1,1 miliardi di euro necessario a garantire i mezzi per sottoscrivere gli aumenti in Premafin e Fondiaria-Sai grazie ai quali il gruppo bolognese rileverà il controllo dell’impero Ligresti.

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