deboli finanziari, materie prime e high-tech
La prudenza di fine anno pesa su Wall Street
Nonostante segnali positivi sia sul fronte macro sia dall'asta dei titoli a breve termine italiani il listino di New York vede prevalere nuove prese di profitto
Nuova seduta negativa a Wall Street, nonostante segnali incoraggianti di un sia pure tardivo incremento delle vendite natalizie, mentre sembra ormai svanito del tutto il modesto rally visto nelle sedute prima di Natale. L’indice Dow Jones perde infatti l’1,20%, l’S&P500 cede l’1,14%, il Nasdaq termina a -1,39% (semiconduttori: -1,45%) e le small cap del Russel 2000 cedono il 2,10%.
Tra i singoli titoli, in una giornata altrimenti povera di spunti sul fronte macro, tengono banco singole storie come per Xylem, Macy’s, Whole Foods Market, Weyerhouser, Gamestop ed Emcore (nonostante il produttore di semiconduttori statunitense abbia registrato una trimestrale in rosso più del previsto). In rosso invece si notano in prevalenza titoli del comparto delle materie prime e dell’high-tech come Cliffs Natural Resources (su cui scattano prese di profitto dopo tre sedute consecutive al rialzo), Tesoro (penalizzata dal calo delle quotazioni petrolifere come dalla crescente pressione sui margini), Nabors Industries, Freeport McMoRan e Mosaic. Sottotono ovviamente anche i finanziari come Citigroup o Bank of America, oltre a blue chip come Alcoa, Cisco e New York Times Company (che pure ieri a borsa chiusa aveva annunciato la cessione di 16 testate regionali a Halifax Media Holdings Llc per 143 milioni di dollari).
A pesare sarebbero i volumi sottili e una notevole prudenza nei confronti dei bond europei (nonostante il buon risultato dell’asta odierna di titoli a breve termine italiani) in vista delle ulteriori aste di titoli di stato previste in Europa già da domani, tanto che i T-bond beneficiano di un nuovo “fly to quality” e vedono il rendimento del decennale calare all’1,92% (dal 2,01%) e quello del trentennale al 2,92% (dal 3,03%), mentre l’oro cade sui 1555,50 dollari l’oncia (39 dollari meno di ieri), l’argento viene fissato a 27,02 dollari (1,64 dollari di perdita) e il petrolio ridiscende a 99,54 dollari al barile (0,71 dollari di rosso).


