fiat in luce dopo indiscrezioni su alleanza peugeot-opel
Milano sottotono, l'accordo sulla Grecia non chiude la crisi
Bancari contrastati, mentre terminano in denaro gli assicurativi. Per Fondiaria-Sai si torna a parlare di spezzatino
La sensazione che la crisi di Grecia non abbia ancora trovato una soluzione definitiva nonostante il via libera al secondo pacchetto di aiuti da parte della Ue e alcuni dati macro meno positivi del previsto sia in Europa sia in America portano a una nuova flessione dei listini europei, complici anche le perduranti incertezze di Wall Street. La prudenza finisce col coinvolgere anche il mercato del reddito fisso tanto che il Btp decennale guida torna a vedere un rendimento del 5,51% (7 basis point più di ieri) e uno spread rispetto ai Bund decennali di 362 punti base (17 in più della vigilia).
A Milano l’indice Ftse Italia All-Share chiude la giornata a 17.583,73 punti (-0,72%), l’Ftse Mib cala a quota 16.557,62 (-0,92%) e l’Ftse Italia Star si mantiene in area 10.681,27 (+0,07%). Tra le blue chip si mettono in luce Generali, Mediobanca, che pubblica una semestrale non particolarmente brillante ma comunque in linea con le attese del mercato, Mps, dove continua a tener banco l’ipotesi di Alessandro Profumo quale nuovo presidente, Tenaris e Fiat, che pare beneficiare indirettamente dei rumors di una possibile alleanza industriale tra Psa Peugeot Citroen e Opel (gruppo General Motors).
Perdono invece terreno Bper, che nel prossimo piano industriale la cui approvazione è attesa entro la prima metà di marzo dovrebbe accelerare sulla strada della semplificazione del gruppo e tagliare dai 300 ai 600 dipendenti per ridurre i costi, Finmeccanica (impegnata in incontri coi sindacati italiani in previsione del varo di un “contratto di gruppo”), Bpm, UniCredit e Ubi Banca.
Tra le mid cap torna a volare Fondiaria-Sai che sfiora il +5% dopo la visita del numero uno di Axa, Henri de Castries, all’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, fatto che ha rilanciato l’ipotesi di un interesse dei francesi per eventuali asset che dovessero essere messi sul mercato nell’ipotesi che il via libera all’integrazione Unipol-Premafin-FonSai passi per la preventiva cessione di alcune attività (o immobili).


