le somme serviranno al funding e a sottoscrivere titoli di stato
Morgan Stanley: Ltro importante ma non sarà panacea
La prossima settimana la Bce dovrebbe offrire altri 200-500 milioni di liquidità a lungo termine a tasso fisso, ad approfittarne potrebbero essere le banche italiane e spagnole
Dopo la prima Ltro che ha visto la Bce offrire quasi mezzo triliardo di euro di liquidità a 3 anni al tasso fisso dell’1% annuo alle banche europee a dicembre, gli analisti di Morgan Stanley si domandano che prospettive vi siano e come valutare la Ltro della prossima settimana, ribadendo che il loro scenario di base “è di 0,2 0,5 trilioni di euro di nuova liquidità per sostenere il debito sovrano e i funding delle banche”. Ciò “faciliterà i flussi di credito, ma non fermerà la “grande riduzione” della leva finanziaria”.
Secondo gli esperti americani, infatti, la Ltro “è importante ma non è una panacea”. Le banche spagnole e italiane dovrebbero essere quelle che faranno maggior uso della nuova offerta di liquidità “parcheggiando” o reinvestendo in titoli di Stato buona parte delle somme che riceveranno.
“Le nostre discussioni con le banche italiane ci fanno pensare che esse possano avanzare più richieste che a dicembre, in parte a causa dell’allentamento delle norme Eba sul buffer di capitali” necessario a quegli istituti esposti verso il debito sovrano. Il rifinanziamento bancario vede allentarsi le tensioni dopo che è calato il rischio di fallimento di una banca sistemica e che sono stati riaperti e allargati i mercati del credito”. Ad esempio, notano gli esperti americani, i 46 miliardi di bond senior unsecured emessi da inizio anno sono già superiori a quanto emesso nei precedenti sei mesi e mezzo.
La sfida principale ora “sarà quella di ridurre i vincoli di credito evidenti: mentre la Ltro dovrebbe materialmente facilitare il processo di deleveraging della zona euro, le condizioni del credito sembrano destinate a rimanere assai strette in Spagna, Italia, nell’Europa Centro Orientale” e potrebbero essere necessarie “ulteriori azioni politiche mirate”, ad esempio per le Pmi o un “Vienna 2.0” (ossia un nuovo accordo che sostituisca quello del 2009 raggiunto a Vienna relativo all’esposizione delle banche europee nei confronti dell’Est Europa) oltre che tagli dei tassi per altri 50 punti base e ulteriori e più ampi programmi di quantitative easing.
Operativamente Morgan Stanley suggerisce che la nuova Ltro potrebbe offrire supporto a titoli azionari di “campioni nazionali” nel settore creditizio ancora a forte sconto rispetto al patrimonio netto (come tra gli altri Barclays, Bnp Paribas, ING Groep o Ubs), anche se gli analisti ricordano di aver “moderato il nostro sovrappeso in titoli finanziari” e consigliano “di ridurre l’esposizione al rischio” con l’aggiornamento del portafoglio. Sul tasso fisso le preferenze restano focalizzate sui titoli italiani e spagnoli, mentre per quanto riguarda i cambi si continua a suggerire la vendita di euro e l’acquisto di valute difensive come dollaro (nei cui confronti l’euro è visto a fine anno a quota 1,15) e yen.


