mps sotto pressione su voci di vendite da parte di fondazione montepaschi
Non bastano le novità da Atene a far ripartire Milano
Sui bancari prevalgono le prese di profitto, mentre il segno più torna a sorridere a Salvatore Ferragamo e ai titoli del gruppo Agnelli
Le speranze di un’intesa sul debito greco e sul piano di austerity continuano a influenzare i mercati europei che al termine di una giornata altalenante mostrano in genere modesti rialzi, tra lo 0,3% e lo 0,6% per le piazze principali. Non fa eccezione Milano, anche se le vendite sui titoli bancari penalizzano maggiormente gli indici, così a fine seduta l’indice Ftse Italia All-Share chiude a 17.624,52 punti (+0,02%), l’Ftse Mib termina a quota 16.653,83 (-0,09%) e l’Ftse Italia Star si riporta in area 10.602,05 (+0,38%).
Più positiva la giornata dell’obbligazionario, col Btp a 2 anni che a fine giornata vede il rendimento calare poco sopra al 2,92% (dal 2,97% di ieri), quella a 3 anni oscilla appena sotto il 3,36% (dal 3,44%) e quello a 5 anni cala sul 4,14% (dal 4,24%). Il Btp decennale guida paga stasera appena più del 5,48% lordo annuo (dal 5,58%), con uno spread rispetto all’omologo Bund tedesco di 347 punti base contro i 360 punti base della chiusura di ieri.
Tra le migliori blue chip di Piazza Affari si notano Salvatore Ferragamo, che sfrutta meglio di altri il rimbalzo dei titoli del lusso dopo un paio di giorni di prese di profitto, Fiat e Fiat Industrial, che sembrano beneficiare dei primi segnali di stabilizzazione del quadro macroeconomico europeo cui ha accennato in giornata il numero uno della Bce, Mario Draghi (pur sottolineando l’elevata incertezza dello scenario e i rischi che permangono al ribasso), Tenaris, sospinta dal rimbalzo del comparto energetico in tutta Europa, e Bper.
I ribassi più marcati colpiscono invece Mps, dopo indiscrezioni (subito smentite dai diretti interessati) dell’avvio del collocamento di un primo pacchetto di titoli curato da Mediobanca per conto di Fondazione Montepaschi e mentre il mercato attende novità riguardo al tema del rafforzamento patrimoniale dell’istituto, Ansaldo Sts, i cui vertici hanno confermato di avere ancora “problemi” in Libia che impediscono di riprendere “a breve” le attività (mentre i lavori dovrebbero ripartire l’anno venturo), Banco Popolare, Bpm e Impregilo, che perde appeal speculativo dopo le anticipazioni che vogliono anche il gruppo Benetton in uscita da Igli, fatto che porterebbe il gruppo Gavio ad assumere il ruolo di azionista di controllo col 29,9% del capitale del costruttore, lasciando il gruppo Salini (salito nei mesi scorsi attorno al 15%) con la sola prospettiva di uscire di scena o di prepararsi ad un’Opa ostile che il mercato giudica improbabile.


