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Non solo banche

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 23/01/2012 13:20

Alternative convenienti per chi cerca un prestito

Mentre le banche italiane stringono i cordoni della borsa, c’è chi invece è disposto a prestare denaro. In tempi rapidi e a costi decisamente molto più contenuti. Il ricorso al social lending per finanziare i propri acquisti, ma anche per lanciare un’iniziativa imprenditoriale, potrebbe subire un’accelerazione in uno scenario che vede una contrazione generalizzata del credito erogato da parte del sistema bancario tradizionale. Una situazione che di fatto lascia ampio spazio anche ad iniziative “alternative”. È il caso di Jak Bank che ha avviato nel mese di dicembre l’iter per l’ottenimento dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività bancaria nel nostro Paese.

Si tratta in buona sostanza di replicare anche in Italia il modello svedese Jak Medlemsbank, prima sperimentazione al mondo di finanza etica che non prevede l’applicazione di tassi di interessi, bensì l’uso di “punti risparmio”. Il primo avvio del progetto italiano risale ormai a tre anni fa con la nascita dell’associazione culturale Jak Bank Italia che comprende oggi circa 150 soci e un migliaio di aderenti in tutta Italia. In attesa che la nuova realtà divenga operativa, molti italiani si sono già rivolti al sito di social lending “Prestiamoci.it” che ha recentemente tagliato il traguardo del primo anno di vita. La community online operativa dal gennaio 2010 conta già quasi 10mila utenti attivi e ha già finanziato 102 progetti, per un totale di 500 mila euro erogati, a fronte di circa 600 richieste di finanziamento, per oltre 5 milioni di euro.

Competitivi i tassi sia per chi richiede il prestito, sia per chi offre liquidità: fino al 7,5% per i richiedenti e fino al 10% per chi presta denaro. Nonostante i numeri del mercato italiano siano stati almeno finora molto contenuti, vi è chi crede nel successo della formula e si prepara a rientrare in pista dal mese prossimo. Si tratta Smartika, ovvero il precursore del social lending in Italia, Zopa, fermata nel 2009 da un provvedimento della Banca d’Italia. Stessa sorte anche per Boober, il diretto concorrente di Zopa in quegli anni. Diversi i motivi dello stop, ma identico il risultato: una tappa d’arresto nel processo di crescita del fenomeno anche sulla nostra Penisola. Oggi però Zopa è pronta a ripartire, con la nuova ragione sociale di Smartika, forte dei buoni risultati ottenuti in passato pari a oltre 7 milioni di euro di prestiti erogati. Per chi intende trasferire liquidità tramite la nuova Smartika, l’attesa quindi sta per finire. A febbraio, salvo nuovi ritardi di natura burocratica, sarà possibile mettere a disposizione i primi fondi (a partire da 100 euro) e fare la prima offerta di prestito. Chi invece intende richiederlo dovrà attendere qualche settimana in più e aspettare che si sia forma una liquidità sufficiente. A quel punto sarà possibile registrarsi su Smartika e chiedere il finanziamento, che va da 1.000 a 15mila euro, ripagabile in 24, 36 o 48 rate.

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Commenta Rosaria Barrile | 23 gennaio 2012 13:20
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