Petrolio a 160 $ in caso di guerra
Per un dirigente della Kuwait Petroleum Corporation il prezzo salirà se con l’Iran sarà conflitto
Il greggio potrebbe toccare i 160 dollari al barile se le tensioni in Iran dovessero sfuggire al controllo. A dirlo è uno dei dirigenti della Kuwait Petroleum Corporation (KPC), la società controllata dal piccolo stato mediorientale che sovraintende gli interessi petroliferi del paese in giro per il mondo. In una recente intervista rilasciata sulla stampa locale, il consigliere della KPC, Ali al-Hajeri, ha confermato che “se l’embargo nei confronti dell’Iran dovesse proseguire, o in caso di una iniziativa militare nello stretto di Hormuz, i prezzi del greggio potrebbero schizzare a 150-160 dollari al barile”. Il membro del KPC ha però aggiunto che tali prezzi non potranno mantenersi molto a lungo e torneranno a calare non appena verranno meno le cause che hanno portato alla fiammata. Sempre secondo Hajeri il prezzo di 100-105 dollari al barile rappresenta una buon compromesso sia per i produttori che per i consumatori. Il Kuwait è il decimo produttore al mondo di greggio con 2,4 milioni di barili estratti ogni giorno.


