continua il calo dei titoli del gruppo ligresti
Piazza Affari recupera terreno, sempre con prudenza
Btp in modesta ripresa tranne il decennale, così lo spread coi Bund torna a salire. Tra i titoli azionari bene Azimut, in rosso Bper e UniCredit
Finale di giornata in discreto rialzo per la borsa di Milano dopo un’asta di titoli di stato a medio-lungo termine che ha registrato un risultato positivo anche se non eccezionale (con poco più di 7 miliardi di euro collocati su un importo massimo atteso di 8,5 miliardi e tassi in calo ma ancora a livelli molto elevati). A fine seduta l’indice Ftse Italia All-Share chiude sui 15.667,15 punti (+0,70%), mentre l’Ftse Mib torna a quota 14.908,53 (+0,76%) e l’Ftse Italia Star risale in area 9.306,83 (+0,39%).
Nel giorno in cui l’euro tocca i minimi degli ultimi quindici mesi sul dollaro scivolando a 1,294 sul biglietto verde (e a 100,56 sullo yen, contro cui nei primi scambi della giornata si era toccato il minimo degli ultimi 10 anni a 100,34), i Btp non festeggiano eccessivamente il risultato dell’asta odierna anche se vedono il rendimento del Btp a 2 anni scivolare sul 4,95% (dal 5% di ieri sera), mentre quello del Btp a 3 anni viene fissato a 584,1 punti base (dai 587,5 punti base di ieri), quello del Btp a 5 anni chiude sui a 617,5 punti base (dai 624 della vigilia), ma quello del Btp a 10 anni sale a 702,5 punti base (dai 699,9 dell’ultima chiusura e contro il 6,979% registrato dal decennale in asta), con un differenziale Btp-Bund sui 10 anni che così risale a 518 punti base, dai 510 punti base della chiusura di ieri.
In una seduta che ha visto prese di profitto su molti titoli bancari e assicurativi europei tra le blue chip italiane si mettono in luce Azimut, Exor, Enel Green Power (che annuncia di aver superato i 7 mila MW di capacità istallata con l’entrata in funzione in questi giorni di 5 nuovi impianti solari, geotermici ed eolici), Enel e Intesa Sanpaolo, mentre perdono nuovamente terreno Bper, UniCredit (cui non giova la conferma di Fondazione Cariverona della volontà “di sottoscrivere la quota del 3,51%, che sarà totalmente finanziata con mezzi propri, senza vendita di diritti e senza ricorso all’indebitamento”), Prysmian, Fiat (che patisce il downgrade di Banca Imi da “add”, incrementare, a “hold”, mantenere) e Lottomatica.
Ancora in calo infine i titoli della galassia Ligresti, dopo il downgrade dei rating di Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni da parte di Standard & Poor's e la messa in "creditwatch" con implicazioni negative degli stessi da parte di Fitch. A fine giornata infatti Fondiaria-Sai sfiora il 3% di perdita, Premafin cede l'8,6%, mentre Milano Assicurazioni chiude in rosso di circa 5 punti percentuali.


