benetton verso il delisting
Piazza Affari risale, bene anche i Btp
Sul finale di seduta si diffondono voci di una disponibilità delle banche a siglare un accordo sulla ristrutturazione volontaria del debito di Atene.
Piazza Affari frena sul finale come tutte le principali piazze europee, ma conserva un discreto rialzo con l’ Ftse Italia All-Share a 16.774,11 punti (+0,68%), l’Ftse Mib che torna a quota 15.828,05 (+0,48%) e l’Ftse Italia Star che si riporta in area 10.022,49 (+0,72%).
Rendimenti e spread che tornano sia pure lentamente a calare per i Btp italiani, col titolo a due anni che vede il rendimento scendere al 3,52% a fine giornata (dal 3,75% di ieri), mentre quello a tre anni lo vede calare appena sotto il 4,18% (dal 4,49%), quello a cinque anni al 4,75% (dal 5%) e quello a dieci anni al 5,95% (dal 6,09%). Dal canto suo lo spread tra Btp e Bund decennali si riduce a 417 punti base (dai 430 punti base di ieri), mentre sulla scadenza a 5 anni si è sui 401 punti base (dai 423 di ieri) e sui 2 anni a 336 punti base (da 357 punti base).
Tendenza che potrebbe essere ulteriormente confermata domani dopo le dichiarazioni del numero uno di ING Groep, Jan Hommen, secondo cui numerose banche sarebbero pronte a sottoscrivere un accordo che prevedesse la ristrutturazione “volontaria” al 70% del debito greco in cambio di uno swap dei vecchi titoli con una nuova emissione che garantisca un interesse del 3,6%-3,7%, accordo che “sarebbe logico” venisse sottoscritto anche dalla Bce (che finora non intende svalutare i titoli di stato greci in portafoglio, a differenza di quanto l’Fmi ha lasciato intendere di essere pronto a fare).
Tra i migliori titoli del listino di Milano notano oggi Bpm, Salvatore Ferragamo, influenzato dalla notizia del possibile delisting di Benetton Group, UniCredit, che festeggia ancora il successo pieno (99,8% di sottoscrizioni) dell’aumento da 7,5 miliardi di euro, Intesa Sanpaolo, impegnata in giornata nel collocamento di un nuovo bond a 18 mesi, e Autogril.
In rosso finiscono Fiat Industrial, nonostante discreti numeri per la controllata statunitense Cnh, che ha chiuso il trimestre con un utile prima delle poste straordinarie di 0,79 dollari per azione (3,82 dollari per l’intero 2011), a fronte di ricavi in crescita del 25% e di un utile operativo che segna +65%. Deboli anche Mediobanca, Generali, che sembra risentire dei rumors di un possibile interesse della rivale francese Axa per asset del gruppo Fondiaria-Sai, Stm e Bper.


