atlantia sotto i riflettori, arriva l'aumento dei pedaggi?
Piazza Affari tira i remi in barca anche oggi
Difensifi in luce mentre continuano a cedere i titoli finanziari. Andamento altalenante per i Btp, bene i titoli a breve mentre la prudenza penalizza i decennali
La prudenza prevale in tutta Europa anche oggi, complice un andamento negativo di Wall Street e l’attesa per l’asta dei Btp italiani di domani, così nonostante una prima parte di giornata positiva sulla spinta del buon risultato ottenuto dall’asta dei Bot (e almeno in parte da quella dei Ctz) anche a Milano torna a prevalere la lettera, con l’Ftse Italia All-Share che chiude sui 15.557,90 punti (-0,75%), mentre l’Ftse Mib torna a quota 14.796,55 (-0,85%) e l’Ftse Italia Star sciovola in area 9.270,49 (-0,36%).
Andamento altalenante anche per i Btp: se le scadenze a breve beneficiano dei risultati delle aste odierne di Bot e Ctz che hanno visto un netto calo dei rendimenti rispetto ai picchi toccati a fine novembre, sul tratto a lunga scadenza della curva prevale la prudenza in attesa dell’asta di domani tanto che a fine giornata il rendimento del Btp a 2 anni viene fissato sul 5% (dal 5,14% di ieri sera, dopo un minimo intraday inferiore al 4,86%), quello del Btp a 3 anni cala a 587,5 punti base (dai 593 punti base di ieri e contro un minimo di poco più di 566 punti base), quello del Btp a 5 anni chiude sui a 624 punti base (dai 632 di ieri, minimo intraday appena sotto il 5,99%) e quello del Btp a 10 anni sale a 699,9 punti base (restando sui livelli di ieri dopo aver toccato i 674,8 punti base in mattinata). Il differenziale Btp-Bund sui 10 anni risale infine a 510 punti base, dai 508 punti base della chiusura precedente, rispetto al minimo di 482 punti base visti in tarda mattinata.
Tra le blue chip italiane si mettono in luce i titoli più difensivi come Lottomatica, che beneficia dei numeri della controllata (all’85%) Cartalis Imel, società di moneta elettronica che ha visto i clienti raddoppiare nel 2011, Campari, Impregilo, Luxottica e Atlantia, sulla scia di un incremento dei pedaggi autostradali che potrebbe essere deciso dal Consiglio dei ministri di questa sera e che peraltro dovrebbe risultare tra il 2% e il 3%, in linea con quanto previsto dalla normativa e di gran lunga inferiore all’incremento annunciato lo scorso gennaio (pari al 7% medio).
Tra coloroche perdono quota si notano ancora una volta finanziari con Banco Popolare e Mediobanca, ma anche Mediaset, Bper e Ubi Banca tra i peggiori in assoluto assieme a Fiat, Mps, UniCredit e Bpm, mentre Intesa Sanpaolo limita i danni cedendo meno di mezzo punto percentuale.


