Si infiammano le vendite del gas
Il gelo che avvolge l’Europa manda in tilt gli approvvigionamenti della materia prima che scalda le case
Le temperature in Europa scendono ampiamente sotto lo zero portando morte e gravi disagi . Dal canto loro, i cittadini rimangono chiusi nelle proprie case, alzando il riscaldamento a più non posso per mitigare il freddo siberiano che intempesta ormai da diversi giorni. Una tale domanda di energia però mette sotto pressione i principali fornitori di gas naturale che lamentano di non poter più sostenere un aumento dei consumi così importante. Gazprom, il gigante energetico russo e uno dei principali fornitori dell’Europa, ha detto di aver ristabilito il flusso di gas verso l’Europa dopo che per alcuni giorni i rubinetti lavoravano a metà servizio. Ora sembra che le cose siano tornate normali ma l’azienda conferma di non essere in grado di sostenere un tale carico di lavoro.
Gazprom è responsabile di un quarto del gas naturale consumato in Europa e lo scorso sabato, tramite le parole del Cfo del gruppo Andrey Kruglov, ha detto di aver ridotto le forniture di gas all’Europa di oltre il 10% e successivamente di essere tornata alla normalità. Il pensiero torna subito all’inverno del 2006 e del 2009 quando una disputa tra Russia e Ucraina sugli oleodotti e relative royalties, mandò in tilt il sistema di approvvigionamento della vecchia Europa facendo schizzare i prezzi del gas. Lo scorso anno Gazprom ha aumentato la fornitura di gas verso l’Europa a 150 miliardi di metri cubici (bcm) dai 138,6 miliardi del 2010. Per quest’anno le attese sono di 164 miliardi di metri cubici erogati, questo anche grazie alla realizzazione del gasdotto sottomarino Nord Stream il quale avrà una capacità iniziale di 27,5 miliardi di metri cubici all’anno, quota che potrebbe raddoppiare entro il quarto trimestre. Nonostante l’enorme pressione i prezzi del gas sui mercati finanziari continuano a rimanere sotto pressione e prossimi ai minimi di sempre. Basti pensare che la consegna della qualità di gas Henry Hub veniva scambiata ad un prezzo di 2,32 ($/MMBtu) il primo di febbraio 2012 mentre nel gennaio del 2011 il prezzo era ben oltre i 4,5 dollari per MMBtu.


