Un altro gestore indiano nei guai
Citigroup di Singapore ha citato Rajaraman a cui attribuisce perdite per 1,03 milioni di dollari
Dopo la condanna per insider trading degli scorsi mesi ai danni di Raj Rajaratnam, non sembrano terminare i guai per i gestori hedge di origini indiane. Questa volta al centro della vicenda c’è la filiale dell’americana Citigroup di Singapore, che ha citato il gestore Raghavendran Rajaraman, nel tentativo di recuperare 1,03 milioni di dollari in perdite che la banca dice essere avvenute dopo il crollo dell’oro durante lo scorso mese settembre. Nello specifico, il 23 settembre 2011 Rajaraman aveva 19,2 milioni di dollari in oro sul suo conto che la banca avrebbe deciso di vendere insieme ad altri collaterali, e il 26 settembre sulla scia del crollo delle quotazioni dell’oro, il saldo vedeva una perdita di circa un milione di dollari sull’investimento totale. In dettaglio, Citigroup avrebbe liquidato il conto di Rajaraman dopo che il prezzo dell’oro aveva raggiunto il prezzo di stop loss.
Ad oggi il gestore non avrebbe ancora ufficializzato la propria difesa e nessun commento è arrivato dallo studio legale del suo avvocato. Il gestore sostiene comunque che la banca abbia violato le norme del contratto: Citigroup avrebbe infatti venduto senza autorizzazzione, cosa che avrebbe causato la perdita di 1,7 milioni di dollari come collaterale sull’investimento, oltre ad altri 1,03 milioni di dollari che sarebbero invece andati in fumo per l’eccessiva fretta con cui il colosso americano avrebbe liquidato l’intera posizione senza attendere che il prezzo dell’oro raggiungesse il livello di guardia, oltre il quale scattano le vendite in automatico.


