a pesare sono sempre le banche
Borsa: Mps fa peggio di UniCredit, resiste a sorpresa Mediolanum
Giornata da dimenticare per Piazza Affari nonostante una partenza promettente e qualche discreto guadagno per i titoli difensivi
a pesare sono sempre le bancheBorsa: Mps fa peggio di UniCredit, resiste a sorpresa Mediolanum
creato da Luca Spoldi
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ultima modifica
10/01/2012 11:20
Giornata da dimenticare per Piazza Affari nonostante una partenza promettente e qualche discreto guadagno per i titoli difensivi Piazza Affari chiude in pesante ribasso ancora una volta accusando il peso dei titoli bancari sugli indici maggiori. L’Ftse Italia All-Share ridiscende infatti sui 15.239,12 punti (-1,85%), mentre l’Ftse Mib torna a quota 14.401,55 (-1,67%) e l’Ftse Italia Star è fissato in area 9.228,92 (-0,87%). Sul fronte obbligazionario, nonostante secondo Goldman Sachs sia meglio mantenere in portafoglio i Btp decennali italiani che non gli omologhi titoli francesi e nonostante il risultati dell’asta dei Bundbill a 6 mesi tedeschi che ha visto addirittura un rendimento negativo stante la fissazione di un prezzo sopra la pari, il recupero dei titoli di stato italiani dura lo spazio di mezza seduta, col titolo a 2 anni che a fine giornata vede il rendimento risalire al 5,092% (dal 5,028% di venerdì sera e dopo un minimo intraday del 4,897%), quello sul titolo a 3 anni sul 6,041% (dal 6,011%, minimo giornaliero 5,843%), quello sul quinquennale al 6,397% (dal 6,306%, minimo a 6,207%) e quello sul decennale al 7,159% (dal 7,129% toccato venerdì, minimo odierno 7,063%). Lo spread tra Btp e Bund a 10 anni sale così a 531 punti base, dai 519 punti base di venerdì sera. Tornando all'azionario, il titolo UniCredit (che da ieri tratta ex diritto stante il concomitante avvio dell’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro) crolla del 12,8% dopo varie sospensioni al ribasso (mentre il diritto viene letteralmente gettato via dagli investitori e perde il 68% abbondante chiudendo appena sopra i 43 centesimi a titolo). Ancora peggio ha fatto Mps, maglia nera tra i titoli a elevata capitalizzazione con un calo di oltre il 14,3% a fine giornata. Gli operatori hanno provato a spiegare il crollo anche con i timori del mercato sul fatto che pure l'istituto senese alla fine debba ricapitalizzare. Giù anche Banco Popolare (-5,3%), Bpm (-3,2% ) e Ubi Banca (-3%), tutte percepite “a rischio” di nuovi aumenti, ma pure Mediobanca, che con Bank of America Merrill Lynch , Goldman Sachs, Credit Suisse e Ubs guida il consorzio di garanzia di cui fanno parte complessivamente una trentina scarsa d’istituti e che ha perso oggi quasi il 7% anche per il rischio di ritrovarsi in portafoglio molti più titoli del previsto (con un 24% di aumento “garantito” a priori dagli azionisti di maggioranza sul consorzio grava il rischio di dover sottoscrivere nuovi titoli per oltre 5,6 miliardi di euro). Sottotono infine Fiat Spa, cui non sembrano fare bene le novità provenienti dall’America, mentre guadagnano terreno titoli più difensivi come Diasorin, Saipem, Luxottica, Campari e, a sorpresa, Mediolanum, che ha chiuso con un rialzo dello 0,94%. Evitano il rosso anche Snam Rete Gas e Terna per il riaffiorare di voci relative a una possibile fusione tra le due società.
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