atlantia soffre ipotesi riforma sistema tariffario
UniCredit vola su ipotesi kazake, Milano alla riscossa
Piazza Affari è la migliore in Europa grazie alla spinta proveniente dai titoli finanziari che beneficiano dei risultati delle aste odierne e del calo di rendimenti e spread sui Btp
I buoni risultati delle aste Bot (e dei bond triennali spagnoli) fanno tornare il sorriso a Piazza Affari anche grazie ai nuovi allunghi dei titoli finanziari, fino a poche sedute or sono particolarmente penalizzati dagli investitori. A fine giornata l’indice Ftse Italia All-Share si porta sui 16.011,63 punti (+2,00%), mentre l’Ftse Mib torna a quota 15.192,79 (+2,09%) e l’Ftse Italia Star chiude in area 9.436,32 (+1,05%).
Tra le blue chip prosegue il recupero di UniCredit, che chiude a +13,5%, dopo che le voci di un interesse da parte di fondi sovrani cinesi (diffusesi ieri) sono state sostituite da quella circa il fantomatico acquisto di un 5% di Piazza Cordusio da parte del fondo sovrano del Kazakistan, Samruk Kazyna Fund (che nel pomeriggio smentisce la notizia). In rialzo anche Mps, Mediobanca, Bpm e Ubi Banca, mentre terminano in calo Atlantia (-3% abbondante per il timore di una riforma del sistema tariffario per i servizi in concessione, meno favorevole ai concessionari), Autogrill, Ansaldo Sts ed Eni.
Sul fronte obbligazionario l’esito favorevole delle aste odierne di cui sopra e la conferma che la Bce (che oggi ha mantenuto come previsto i tassi stabili all’1%) segue con attenzione l’evoluzione dei mercati avendo Mario Draghi fatto notare in conferenza stampa come vi siano ancora zone di sofferenza in Eurolandia, cosa che porta i più a pronosticare un prossimo taglio dei tassi a febbraio, fanno recuperare ulteriore terreno ai Btp italiani, col titolo a 2 anni che vede il rendimento crollare al 4,26% (dal 4,972% di ieri), quello sul titolo a 3 anni cadere al 5,14% (dal 5,939%), quello sul quinquennale ridursi al 5,74% (dal 6,374%) e quello sul decennale al 6,63% (dal 7,119%).
Lo spread tra Btp e Bund a 10 anni chiude così a 480 punti base, dai 525 punti base di ieri sera; ora gli investitori guardano all’asta di domani, quando il Tesoro italiano proverà a collocare fino a 4,75 miliardi di titoli e medio e lungo termine (ma dopo che la Spagna ha raddoppiato, da 5 a 10 miliardi, l’importo di bond emesso oggi non sono del tutto da escludere possibili sorprese), sperando in tassi ulteriormente in calo.


