Johnson Nutrition recupera, enfamil scagionato
Wall Street inizia il 2012 con un rialzo
Guadagnano terreno anche l'oro e il petrolio, mentre frenano i T-bond. Tra i titoli bene banche e ciclici, sotto i riflettori anche il settore dell'energia
Prima seduta del nuovo anno all’insegna del denaro per Wall Street che vede il Dow Jones guadagna l’1,47%, mentre l’S&P500 segna +1,61%, il Nasdaq sale dell’1,67% (semiconduttori: +1,14%) e le small cap del Russell 2000 segnano +1,53%.
Tra i singoli titoli si mettono in luce i finanziari che lo scorso anno sono stati tra i peggiori del listino, Bank of America, Jp Morgan e Citigroup (oggi impegnata nel lancio di un nuovo bond a 5 anni per 2,5 miliardi di dollari). Positivi anche i titoli dei settori più ciclici come Caterpillar e Alcoa, spinti dai buoni dati macro che hanno confermato come al momento non si notino segnali di particolare rallentamento della ripresa economica Usa.
Bene anche alcune multinazionali come 3M, Microsoft e General Electric, mentre perdono quota titoli come Altria, Public Service Enterprise, Firstenergy, Tenet Healthcare e SanDisk. Tra gli altri protagonisti della giornata si sono messi in luce anche Peabody Energy e Chesapeake Energy, quest’ultima dopo l’annuncio di un accordo di joint-venture con un’affiliata del gruppo francese Total per sviluppare un’area in Ohio ricca di riserve petrolifere. In recupero dopo le vicissitudini delle ultime settimane pure Johnson Nutrition dopo che un’inchiesta delle autorità statunitensi ha scagionato il latte in polvere Enfamil dall’ipotesi che la sua formula potesse aver causato alcune infezioni che hanno causato la morte di un neonato e dei disturbi a un altro bimbo.
Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento del decennale risalire all’1,95% dall’1,88% dell’ultima seduta del 2011, mentre il rendimento sul trentennale chiude sul 2,98% (dal 2,90%). L’oro rimbalza sulla soglia dei 1.605,70 dollari l’oncia, recuperando circa 39 dollari dalla chiusura precedente, mentre l’argento è fissato a 29,61 dollari (1,74 dollari di guadagno) e il petrolio si riporta sui 103,06dollari al barile (4,23 dollari di rialzo) risentendo delle continue tensioni tra Iran e Usa e dei rischi di un eventuale tentativo di blocco dello stretto di Hornmuz da parte di Teheran.


